MOGADISCIO - Quattro insegnanti tra cui due somali con passaporto britannico sono stati uccisi la notte scorsa nel corso di un attacco di un gruppo armato islamico contro Beledweyne, centro abitato 300 chilometri a nord di Mogadiscio. Lo hanno riferito fonti locali. Gli assalitori hanno per qualche ora assunto il controllo della cittadina, capoluogo della provincia di Hiraan. Non si conoscono le circostanze precise in cui, nel corso di un attacco a una scuola, i quattro, due somali con passaporto britannico e due kenyani, sono stati uccisi. Secondo una fonte locale una delle persone uccise, identificata come "britannica", è una donna. Un portavoce degli insorti - che si richiamano alle cosiddette Corti islamiche - ha confermato l'uccisione degli insegnanti ma ha negato di sapere chi l'abbia compiuto.
Un abitante del posto ha riferito che un gruppo di una quindicina di uomini armati è entrato nella notte nella residenza, annessa alla scuola, dove dormivano i quattro maestri. Si sono sentite grida, poi colpi di arma da fuoco. Si è trattato secondo la fonte di una sorta di esecuzione. "La gente qui ora è terrorizzata. E' incredibile che delle persone che si occupavano della istruzione siano state uccise", ha detto la fonte. Tra gli uccisi c'é un somalo che era emigrato in Gran Bretagna dove aveva ottenuto la cittadinanza e che poi è tornato nel paese di origine per una missione di alto valore umanitario. Secondo alcuni gli autori dell'attacco sono uomini di al Shaabab, un gruppo islamico radicale che gli Stati Uniti hanno messo nella lista delle organizzazioni terroristiche in febbraio e che secondo Washington ha legami con al Qaida. Al Shaabab è alla testa di una ribellione che ha come principali obiettivi le truppe etiopiche che da mesi si trovano in Somalia. Vengono però spesso colpiti anche obiettivi civili. Oggi si segnala peraltro anche un altro fatto di violenza sempre collegato alle attività terroristiche dei gruppi islamici. Quattro persone sono state uccise ieri (ma la notizia é stata diffusa oggi) quando è stata lanciata una bomba a mano all'interno di un affollato cinema a Merka, cento chilometri a sud di Mogadiscio. Quando è scoppiata la bomba veniva proiettato un film indiano. L'attacco non è stato rivendicato ma il proprietario della sala cinematografica aveva ricevuto minacce dagli islamici che sono contrari alla stessa presenza di cinema.
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