lunedì, 25 febbraio 2008












Cuba: D'Alema si congratula con Raul
 


 (ANSA) - ROMA, 25 FEB - Il ministro degli Affari Esteri D'Alema si congratula con Raul Castro e auspica che a Cuba si apra stagione nuova di pluralismo. 'Desidero porgerLe le mie piu' sincere congratulazioni, con l'auspicio che sotto la sua guida Cuba possa intraprendere con la necessaria determinazione un cammino capace di conciliare le conquiste sociali della Rivoluzione con la necessita' di rispettare i diritti individuali e di rendere concretamente operanti i principi del pluralismo'.






Seguiranno immagini di alcune conquiste sociali della Rivoluzione:







Ha provato a connettersi ad Internet....










Hanno venduto libri....




 




Capito,ragazzi?....




 

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venerdì, 22 febbraio 2008

Oscurati quattro blog: inneggiavano a Bin Laden


Verona - La polizia ha individuato quattro blog in cui erano espresse, in lingua italiana, interpretazioni estremistiche della religione musulmana, nonché palesi apologie della violenza come strumento di affermazione dell’islam. Sugli stessi erano pubblicati alcuni comunicati di Osama Bin Laden, Ayman Al Zawahiri e altri soggetti legati ad Al-Qaida, nonché proclami inneggianti alla guerra santa.


A conclusione delle indagini condotte dalla Digos di Verona in collaborazione con le questure di Firenze, Latina e Reggio Calabria, e del compartimento polizia postale di Venezia si è data esecuzione ad alcuni decreti di perquisizione a carico di cittadini italiani privi di specifici precedenti che sono stati denunciati in stato di libertà per il reato di "istigazione a commettere delitti di terrorismo".


Uno dei blog in argomento, attestato su server italiano, è risultato essere gestito - riferisce il comunicato - dal Senegal dal noto ex "Imam di Carmagnola", ovvero Abdul Qadir Allah Fadl Mamour, già espulso dal territorio nazionale. Un secondo blog è collegabile alla moglie di costui, che lo cura anch’ella direttamente dal Senegal.


Gli altri due siti, invece, erano gestiti da "blogger" italiani con aperte simpatie per il radicalismo islamico. I blog oggetto d’indagine - conclude il comunicato - sono stati contestualmente "oscurati" in esecuzione di apposito decreto di sequestro preventivo, emesso dal gip presso il Tribunale di Verona.


(Il Giornale)

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domenica, 17 febbraio 2008

 


ALGERIA: PRETE CATTOLICO CONDANNATO PER AVER OFFICIATO LA MESSA




Citta' del Vaticano, 10 feb. - (Adnkronos) - Un sacerdote cattolico e' stato condannato ad un anno di prigione con la condizionale per aver ''officiato una cerimonia religiosa in un luogo non riconosciuto dal governo'' E' accaduto ad un prete cattolico in Algeria. Si tratta della prima vittima del decreto che regola nel Paese nord-africano le pratiche di culto non musulmano. a mons. Henry Tessier, arcivescovo di Algeri, ha spiegato alla Radio Vaticana cosa sta accadendo nel Paese nordafricano e ha sottolineato che la nuova linea dura del governo contro il proselitismo religioso e' stata causata in particolare dai gruppi evangelici che hanno convertito alcuni fedeli.
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mercoledì, 13 febbraio 2008

Danimarca, 11 giornali ripubblicano le caricature "blasfeme" di Maometto


 




Copenaghen - Undici giornali danesi hanno pubblicato oggi, in nome della libertà di espressione, la caricatura del profeta Maometto disegnata da Kurt Westergaard: vignettista obiettivo di una potenziale azione terroristica che è stata sventata nei giorni scorsi dalla polizia con l’arresto di un danese di origine marocchina e di due tunisini.

In difesa della libertà di espressione Tra i quotidiani che hanno aderito all’iniziativa figura anche il Berlingske Tidende, giornale conservatore, che per la prima volta ha accettato di riprodurre la controversa caricatura del 2005 (la testa del profeta è coperta da un turbante a forma di bomba con la miccia accesa), mostrando anch’esso di ripudiare l’autocensura sui temi religiosi, dopo le minacce di morte che hanno colpito Westergaard. "La libertà di espressione - viene scritto nell’editoriale del Berlingske Tidende - dà il diritto di pensare, parlare e ritrarre ciò che si vuole e i progetti terroristici non cambieranno niente»" Westergaard ed altri 11 caricaturisti erano stati al centro di un caso dopo aver pubblicato il 30 settembre 2005 sul quotidiano Jyllands-Posten alcune vignette che prendevano di mira Maometto e ritenute offensive da più parti del mondo islamico.


(Il Giornale)

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martedì, 12 febbraio 2008










ISLAM: VIGNETTE;DANIMARCA,PIANO PER UCCIDERE AUTORE, ARRESTI



 COPENAGHEN - Diverse persone sono state arrestate in Danimarca dalla polizia, che ritiene di aver sventato un piano per uccidere uno dei 12 autori della vignette su Maometto, pubblicate nel 2005 dalla stampa locale, che suscitarono un'ondata di indignazione e rabbia in tutto il mondo islamico. Lo rivelano i media danesi. La polizia danese ha fatto sapere di non voler fornire dettagli, in attesa di una conferenza stampa che sarà tenuta nella giornata di oggi. La vittima designata dai presunti terroristi, secondo il giornale 'Jyllands-Posten', sarebbe il 73.enne disegnatore Kurt Westergaard, autore della vignetta ritenuta più oltraggiosa, che ritraeva il Profeta con una bomba nel turbante.



(ANSA)
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lunedì, 11 febbraio 2008

Violenza islamica in Inghilterra: vittime ogni anno 17mila donne





Rapite e costrette a sposarsi con un estraneo. Oppure stuprate, torturate, se non addirittura brutalmente uccise dai loro stessi familiari. Secondo gli ultimi dati forniti ieri dall’Association of Chief Police Officers, sono più di 17mila le donne che in Gran Bretagna subiscono violenze di ogni tipo per una questione «d’onore». Un esercito di vittime senza più volto né nome che molto spesso non sono neppure donne adulte, ma adolescenti e bambine, trattate come merce di scambio, figlie di un dio minore. Un popolo di femmine che non hanno più alcun valore nel momento in cui non vogliono prendere marito o vengono ripudiate o peggio ancora si rifiutano di obbedire al volere di padri, fratelli, mariti. Le loro madri vengono dal Bangladesh, dall’India o dal Pakistan, ma molte di loro sono nate e cresciute in Gran Bretagna, alcune sono inglesi sposate a un musulmano. I casi più gravi riguardano bimbe di solo undici anni spedite all’estero per matrimoni combinati. E una percentuale del 15% coinvolge anche uomini e ragazzini. Le cifre ufficiali relative ai matrimoni forzati sono molto più basse, ma secondo la stessa polizia quei numeri sono soltanto la punta dell’iceberg di un fenomeno assai più drammatico e sfuggente.

E la crisi è ormai così devastante da aver indotto il ministero degli Esteri e del Commonwealth a chiedere un intervento diretto dello staff consolare britannico in Pakistan, India e Bangladesh per individuare e offrire concreto supporto a tutte quelle donne con cittadinanza inglese che denunceranno di essere state costrette a sposarsi. Un’azione senza precedenti che prende corpo proprio mentre nel Regno Unito infuriano le polemiche sulle scomode dichiarazioni dell’arcivescovo di Canterbury Rowan Williams sulla «inevitabilità» della sharia in Gran Bretagna. Williams, accusato dai media di codardia e anche di tacito supporto al terrorismo islamico, ha ricevuto il sostegno di alcuni vescovi e ha detto di non avere alcuna intenzione di dimettersi.

Allo stesso tempo il ministero degli Interni sta mettendo a punto un piano che si prefigge di migliorare la risposta delle forze di polizia e alle richieste di soccorso e che, soprattutto, incoraggi le vittime a farsi avanti offrendo loro la garanzia che verranno aiutate e protette. Perché fino a ora denunciare è stato difficile e moltissime volte chi lo ha fatto non è stata presa sul serio oppure è scomparsa ancor prima di poter rendere una testimonianza. Molte di loro hanno preferito togliersi la vita piuttosto che affrontare un futuro di abusi. «Noi lavoriamo su un dato certo di 500 casi denunciati all’anno – ha spiegato il comandante Steve Allen, capo dell’unità per le violenze d’onore – ma sappiamo che generalmente ogni vittima subisce violenza domestica per almeno 35 volte prima di venire da noi». Un’affermazione inquietante che trova però conferma anche nelle parole di Marilyn Mornington, giudice distrettuale e a capo del Domestic violence working group secondo la quale la maggioranza delle donne maltrattate sono troppo terrorizzate per chiedere aiuto. «Attualmente riportiamo indietro ogni settimana da Islamabad almeno tre ragazzine – ha detto all’Independent – ma certo bisogna fare di più. Bisogna educare le comunità e le famiglie». Lo scorso anno in Gran Bretagna, l’unità governativa per i matrimoni forzati è riuscita a risolvere felicemente almeno 400 casi anche grazie all’aiuto delle diverse ambasciate tra cui quella italiana.


Erica Orsini (Il Giornale)

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lunedì, 11 febbraio 2008










NAPOLITANO: CAMERE SCIOLTE RATIFICHINO TRATTATO UE




 TRENTO  - Il presidente della Repubblica ritiene che anche a Camere sciolte si possa e si debba procedere alla ratifica del Trattato di Lisbona. Lo ha detto svolgendo la Lectio Magistralis all'Università di Trento.



Giorgio Napolitano ha ribadito la necessità "indispensabile" che il nuovo Trattato europeo entri in vigore l'anno prossimo, prima delle elezioni per il Parlamento di Strasburgo. "E' indispensabile in questo contesto - ha detto - che nessuno Stato membro si sottragga alle sue responsabilità e agli impegni ancora una volta assunti. Il tempo stringe, non possiamo più esitare", ha detto facendo un implicito riferimento a Paesi come la Gran Bretagna che rispetto al precedente Trattato non arrivarono neppure ad indire il referendum di ratifica. Il presidente della Repubblica ha sollecitato l'Italia a fare la sua parte, ratificando il Trattato anche in questa fase elettorale. A suo parere, aggiunge" si può agire anche a Camere sciolte.



Il Parlamento, espressione del popolo sovrano, è una variabile dipendente.


Non conta, come infatti non conta il consenso dei cittadini. Napolitano formalizza apertamente la dittatura dei burocrati di Bruxelles: l'Italia e gli Italiani sopratutto, non hanno voce in capitolo nelle decisioni che riguardano il loro futuro: il Moloch simil Sovietico (ecco perchè il vecchio comunista Napolitano lo apprezza tanto) comanda, e noi dobbiamo eseguire; alla cieca, come servi.

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domenica, 10 febbraio 2008

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venerdì, 08 febbraio 2008

«Gran Bretagna, la sharia è inevitabile»




Qualche giorno fa il vescovo anglicano di Rochester, Michael Nazir-Ali, è stato minacciato di morte per aver denunciato la crisi del multiculturalismo inglese e l’esistenza nel Paese di enclaves dove la sharia, la legge islamica, è già di fatto applicata. Ma da ieri il dibattito sul «melting pot» britannico, sulla convivenza e l’integrazione nel Regno Unito rischia di infiammarsi nuovamente dopo le dichiarazioni dell’arcivescovo di Canterbury. Ai microfoni di Bbc 4, Rowan Williams ha definito «inevitabile» l’introduzione di «parti» della legge islamica nel sistema giuridico inglese e sostenuto che è il momento che il Regno Unito «ne prenda atto».



«Gli islamici non dovrebbero essere costretti a scegliere l’alternativa secca tra la lealtà culturale e la lealtà allo Stato», ha detto ancora Williams. La questione è delicata: di mezzo c’è il problema del riconoscimento dei matrimoni islamici e della poligamia, per esempio. La sharia non riconosce la parità fra uomo e donna e questa è una ragione per cui la legge britannica non riconosce il matrimonio islamico. Dall’altra parte, però, ci sono le donne, che in questo modo non hanno alcuna tutela giuridica.




(Il Giornale)




 



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domenica, 03 febbraio 2008

Hegazi, convertito dall’Islam, non può definirsi cristiano sulla carta d’identità

Secondo il tribunale supremo, egli ha sviato dalla tradizione egiziana. SecOndo il governo del Cairo, chiunque si converte a un’altra religione diversa dall’Islam “attenta all’unità nazionale”.



 Il Cairo (AsiaNews/Agenzie) – L’alta corte amministrativa dell’Egitto ha rigettato la richiesta di Mohammad Ahmad Hegazi  di potersi registrare come cristiano sulla carta d’identità, dopo la sua conversione dall’Islam. Il tribunale ha stabilito che Hegazi, 25 anni, non ha seguito le procedure necessarie e svia dalla tradizione egiziana. “Le religioni monoteiste – ha spiegato la corte  - sono state inviate da Dio secondo un ordine cronologico… Il fatto di ritornare dalla religione più recente a quella più antica è contro i nostri usi”. Chiunque  fa una scelta come quella di Hegazi “si allontana dal diritto cammino e minaccia i principi, i valori, i precetti dell’Islam e la tradizione egiziana”.


Mohammad Ahmad Hegazi, si è convertito al cristianesimo diversi anni fa (alcuni dicono 9, altri 6 anni fa, fonti islamiche dicono invece da pochi mesi). Si è poi sposato con una donna di nome Zeinab, anch’essa divenuta cristiana, col nome di Cristina. Da oltre 6 mesi egli ha chiesto che la sua conversione venga riconosciuta anche sui suoi documenti. Dopo la che sua richiesta è stata rifiutata dall’amministrazione locale, egli si è rivolto direttamente al governo.


In Egitto, la carta d’identità riporta obbligatoriamente la religione. Da decenni il mondo liberale egiziano chiede la soppressione di questa voce nei documenti ufficiali, dato che essa serve solo a discriminare i non musulmani. Va notato che il cambio di religione dal cristianesimo all’Islam viene subito registrato nei documenti.


Il p. Samir Khalil Samir, gesuita egiziano, esperto dell’Islam ha spiegato ad AsiaNews: “La conversione dall’Islam è vista come uno scandalo religioso, sociale e politico. Se uno si converte al cristianesimo, incoraggia altri a seguirlo e diviene una piaga per la società. Se uno lascia l’Islam, diviene come un traditore e una spia contro la propria nazione e perciò merita la morte. Il governo egiziano, ad esempio, dice che chi si converte a un’altra religione, ‘attenta all’unità nazionale’”.


In Egitto non vi è la pena di morte per gli apostati, ma Hegazi ha ricevuto molte minacce di morte. Alla seduta della corte il 15 gennaio scorso Hegazi non ha potuto essere presente a causa di tali minacce. Alcuni giuristi islamici hanno accusato il governo di non fare abbastanza per fermare l’evangelizzazione cristiana. In Egitto la propaganda islamica è un dovere, mentre l’evagelizzazione cristiana è proibita.



E c'è ancora chi si fa abbindolare quando qualche cialtrone sorridente blandisce mellifluo "Non c'è costrizione nella religione...." .

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