domenica, 23 dicembre 2007

La porta spalancata






tratto da: Il Giornale, 17.1.2007.


(ma io l'ho recuperato dal benemerito www.storialibera.it ; visitatelo!)







Renzo MARTINELLI, regista autore de «Il mercante di pietre»



«Abbiamo 50 milioni di mussulmani in Europa e la trasformeranno in un continente mussulmano in pochi decenni... Vi sono segni che preannunciano la vittoria di Allah sull'Europa senza il ricorso a spade e fucili...». Quelle che avete appena letto non sono le farneticazioni di un imam visionario. No. Sono parole pronunciate da un capo di Stato. Per la precisione sono state pronunciate dal leader libico Muammar Gheddafi in una intervista rilasciata alla Tv araba Al-Jazeera e che La Stampa di Torino ha debitamente riportato tra virgolette il 3 maggio dello scorso anno. Queste frasi, che suonano minacciosamente come una dichiarazione di guerra, non hanno provocato nessuna reazione da parte della Farnesina. Né, per quanto mi risulti, nessun ministero degli Esteri europeo ha chiesto al Colonnello scuse formali. Ma perché meravigliarsi? Gheddafi non ha fatto altro che formulare con parole diverse l'assioma dominante tra le classi colte mussulmane: con le nostre leggi vi conquisteremo, con le nostre leggi vi domineremo. Dal 1970, circa 20 milioni di mussulmani sono immigrati in Europa e ci vivono legalmente. Venti milioni: l'equivalente di tre Paesi membri della Comunità Europea.







Ma niente paura: «Allah sta mobilitando la nazione mussulmana della Turchia collegandola all'Unione Europea e ciò porterà i mussulmani d'Europa ad essere cento milioni...». Che fare allora? Assolutamente nulla: «L'Europa ha un destino e così l'America: devono accettare di diventare mussulmane con il passare del tempo. Oppure dichiarare guerra ai mussulmani...».







Parole, anche queste, di Muammar Gheddafi. Lentamente, inesorabilmente, il mondo mussulmano sta ribaltando la lacerante sconfitta di Vienna del 1683. Perciò spiegatelo ai vostri figli e ai vostri nipoti: nel lungo periodo sono destinati a diventare «dhimmis», cioè cittadini di seconda classe. Senza alcun peso effettivo nella vita pubblica.







Centinaia di milioni di dollari vengono investiti ogni settimana per realizzare questo progetto. Yossef Bodansky, un esperto mondiale di terrorismo, ha scritto che «il fondamentalismo islamico ha costituito una struttura finanziaria che si serve del sistema bancario europeo e fa girare i soldi anche attraverso l'Africa e l'America Latina. I fondi sono sepolti in numerosi enti di copertura, molti dei quali sono società che possiedono forti quote in istituti finanziari, immobiliari e commerciali di tutto il mondo... Il sistema è complesso, intricato, stratificato e capillarmente diffuso... Nessuno sa con precisione quanto denaro circoli attraverso questi canali. Le stime disponibili sono incomplete, eppure lasciano senza fiato...».







Perciò rassegniamoci. L'Europa si sta scientemente suicidando. Si sta suicidando culturalmente. Demograficamente. Politicamente. Sta consentendo alla cultura mussulmana atteggiamenti e prevaricazioni che non ha concesso a nessun'altra cultura in tutta la sua storia precedente. È riuscita a scrivere una Costituzione di 70.000 parole senza mai citare il termine «cristiano» o «cristianesimo». Sta abbassando i suoi tassi di natalità molto al di sotto del livello di sostituzione, creando un baratro demografico nel quale si stanno riversando migliaia di immigranti islamici. Sta approvando leggi che consentiranno a questi immigranti islamici di ottenere automaticamente la cittadinanza dopo un limitato numero di anni.







Un teologo cattolico, George Weigel, si è posto una domanda agghiacciante: «Nell'arco di qualche decennio, la maggioranza di teenager in Olanda sarà mussulmana; che cosa succederà alla politica dell'Olanda quando questi teenager diventeranno adulti elettori?». Cercherò di rispondere a questa domanda seguendo l'insegnamento di un grande storico francese, Marc Bloch, il quale sosteneva che è proprio dall'ignoranza del passato che fatalmente nasce l'incomprensione del presente.







Torniamo dunque indietro nel tempo, alla primavera del 1453. Quell'anno, l'esercito ottomano sta assediando l'estremo baluardo dell'Impero romano: Bisanzio. Maometto II ha radunato sotto le mura della città un esercito di 160.000 uomini. Dispone di armi micidiali e di un cannone d'assedio. Molte brecce sono state aperte nelle mura esterne. Scarseggiano il cibo e l'acqua. I cadaveri degli assalitori si ammucchiano a migliaia, travolti da fiumi di pece e olio bollente. Ormai consapevole del destino che attende Bisanzio, l'Imperatore Costantino XI ha inviato numerosi messaggeri al Papa, a Venezia, a Genova, alla ricerca disperata di aiuto. Ma l'Europa sembra indifferente al destino della più straordinaria cattedrale dell'Impero romano d'Oriente: Santa Sofia. Per due mesi ogni attacco è stato respinto. La città ancora resiste. I bastioni sembrano impenetrabili.



Una notte, un plotone di giannizzeri si aggira tra il primo e il secondo bastione. Ad un certo punto, si imbattono in una piccola porta rimasta inspiegabilmente aperta: la Kerkaporta, una delle porte più piccole delle mura cittadine, solitamente usata dai pedoni nelle ore in cui le porte principali sono chiuse. I giannizzeri la osservano increduli. Pensano ad un tranello: come è possibile che una porticina incustodita li possa portare direttamente nel cuore di Bisanzio?







Eppure è così. Chiamano rinforzi. E un intero esercito penetra nella città assediata e la distrugge. Maometto II entra a cavallo nella cattedrale di Santa Sofia, rimbombante di lamenti e di grida disperate. Lentamente si fa un silenzio assoluto. E nel silenzio si sente la voce del Sultano che ordina ai muezzin di invitare i fedeli alla preghiera. In Santa Sofia finisce il dominio della Croce ed inizia a quello della Mezzaluna.



E, per dirla con le parole di Stefan Zweig, «con un brivido di terrore l'Europa si rende conto che, grazie alla sua ottusa indifferenza, ha fatto irruzione, attraverso la Kerkaporta fatalmente aperta, una violenza distruttrice che per secoli terrà in un paralizzante laccio le sue forze...».







Ecco. È proprio questo il punto: l'Europa di oggi dimostrerà ancora una volta la sua ottusa indifferenza? Dio non voglia. Perché se così fosse, la concessione del voto ai mussulmani sarà la Kerkaporta che distruggerà l'Occidente.



Tutto ciò m'è venuto in mente leggendo, stamani, questo:



Presepe islamico a scuola,Gesù in moschea e le donne hanno il burqa


Un «villaggio globale» al posto del tanto atteso presepe. È questo il regalo di Natale offerto ai pochi alunni cattolici e italiani che frequentano la scuola elementare e scuola per l’infanzia Carlo Pisacane di via Acqua Bullicante, nel quartiere di Torpignattara a Roma. Sono anni che se lo vedono negare. La ragione? Semplicemente non offendere il credo religioso della maggioranza degli scolari (il 65% secondo i dati ufficiali del Comune sono stranieri, costituendo un record per la Capitale).

Dopo anni di attesa e di pressanti richieste da parte dei genitori degli alunni italiani, finalmente le autorità scolastiche hanno ceduto. Il risultato però non è quello sperato. Al posto del tradizionale presepe, all’interno della scuola è stato composto un «villaggio globale» dove c’è di tutto. Dal minareto sullo sfondo di un cielo stellato alle donne coperte dal burqa. Un lavoro - secondo le intenzioni di chi lo ha allestito - che ha per obiettivo quello di facilitare il multiculturalismo e la coabitazione. Un grosso pastrocchio, invece, per chi non vorrebbe rinunciare a sani valori religiosi.

I genitori si sono mobilitati e hanno denunciato al municipio questa e altre discutibili decisioni dell’amministrazione scolastica. Alcuni consiglieri circoscrizionali, scortati dal deputato Fabio Rampelli (An), si sono quindi presentati alla porta della scuola per verificare quanto denunciato dai genitori dei bambini italiani. La direzione scolastica si è rifiutata, però, di farli entrare. «Abbiamo interpellato anche il provveditorato - racconta il parlamentare di Alleanza nazionale - dove però ho avuto risposte sconcertanti. Mi hanno detto che un deputato non ha diritto a entrare in una scuola senza l’autorizzazione del dirigente scolastico».

La Carlo Pisacane è un simbolo (e non si sa se in positivo) dell’integrazione multirazziale nella capitale. È l’istituto scolastico pubblico con il più alto numero di bambini stranieri (basti pensare che alla Nino Bixio nella Chinatown dell’Esquilino le presenze straniere si fermano al 51%). In una classe della Pisacane c’è addirittura un solo bambino italiano cui fanno compagnia diciotto coetanei della più varia provenienza. E questo contravvenendo anche alle stesse disposizioni ministeriali contenute nel testo Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri (2006) dove si precisa che questi devono essere distribuiti in maniera equilibrata nelle classi in modo da ridurre «disuguaglianza e rischi di esclusione sociale».

La questione del presepe travestito da «villaggio globale» fa impallidire credenti e non. Viene spontaneo, infatti, chiedersi cosa c’entri una donna col burqa in un simile contesto (per non parlare del minareto).

Al peggio, però, non c’è mai fine e qualche mamma ricorda ancora con forte disagio l’esperienza passata durante l’ultima celebrazione della fine del ramadan. «Mi hanno raccontato - spiega il senatore dei An - che tutti i bambini sono stati praticamente costretti a partecipare alla festa, visto che si è svolta durante l’orario scolastico».

«Inoltre - ricorda inorridito Rampelli -, quando sono usciti da scuola dopo quella festa, i bambini indossavano un cappello con scritte anti-israeliane del tipo “Io non consumo per la guerra, non comprare i prodotti israeliani per non finanziare l’occupazione dei territori palestinesi”».


Il triste Natale degli alunni italiani della Carlo Pisacane ora è diventato materia di un’interrogazione parlamentare (firmata proprio da Rampelli) che invita il ministro Fioroni a spiegare le ragioni di simili scelte prese dalla direzione scolastica.


Pier Francesco Borgia (Il Giornale)










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sabato, 22 dicembre 2007

'Romagna cristiana mai musulmana', la campagna della Lega per Natale


Bologna, 22 dic. (Adnkronos/Ign) - Alla vigilia dell'avvio delle festività natalizie la Lega Nord Romagna ha lanciato una campagna di affiissioni con manifesti che riportano a grandi lettere la scritta 'Romagna cristiana, mai musulmana'. A fianco della parola cristiana l'immagine di un presepe. In corrispondenza di musulmana, invece, la fotografia di fedeli inginocchiati in atto di preghiera con il simbolo stradale del divieto stampato sopra.










Nella foto il manifesto della Lega




"Il Natale - commenta l'on. Gianluca Pini, segretario nazionale della Lega Nord Romagna che ha voluto la campagna - è soprattutto un simbolo della cristianità della nostra terra e il tentativo della sinistra di distruggere le nostre radici islamizzando il Paese è quanto di più aberrante sia mai stato progettato. Non ci piegheremo mai a una cultura fatta di tagliagole che sul piano dei diritti umani è ancorata ancora ai tempi del Medioevo".









Ah, se solo la Lega non si fondasse sulla bubbola della "Padania".....a quando una chiara presa di posizione come questa da parte di un partito dichiaratamente "NAZIONALE"?
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venerdì, 21 dicembre 2007

 


IMMIGRATI: FERRERO, SUI FLUSSI RIMUOVERE LA BOSSI-FINI


Roma, 21 dic. - (Adnkronos) - "E' di tutta evidenza che la quantita' di richieste di lavoro giunte in questi giorni e' assai maggiore di quanto previsto dal decreto flussi". A dirlo e' il ministro per la Solidarieta', Paolo Ferrero. "Cosi' com'e' altrettanto evidente -prosegue- che larga parte delle persone per le quali e' stata attivata la procedura, in realta', gia' si trova nel nostro Paese a lavorare. In questa situazione il problema principale mi sembra sia quello di rimuovere la causa dell'aumento della clandestinita', ossia la legge Bossi-Fini".








Ferrero, che odia la nostra identità culturale, nazionale, religiosa e non perde occasione per dimostrarlo, rinnova i suoi propositi.

Lui incita i clandestini alla rivolta, e voi che fate? Non vi incazzate neanche un po'? un pochino pochino? eh?
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giovedì, 20 dicembre 2007

Terrorismo, 3 anni e 8 mesi all'imam di viale Jenner

Milano, 20 dic. (Adnkronos) - L'imam di Viale Jenner, Abu Imad, è stato condannato questa sera dai giudici della seconda corte d'assise di Milano alla pena di 3 anni e 8 mesi con l'accusa di associazione a delinquere con finalità terroristica. Con lui sono stati condannati anche altri 10 imputati, tutti accusati del medesimo reato, a pene che vanno dai 2 anni ai 10 anni, mentre altri 4 imputati sono stati assolti per non avere 'commesso il fatto'.

Per tutti i 15 imputati la procura aveva chiesto pene che andavano dai 4 anni e mezzo fino ai 16 anni. Tutti erano sospettati di avere costituito una cellula salafita attiva a Milano e in Lombardia, dedita soprattutto al reclumento dei kamikaze, all'immigrazione clandestina e all'indottrinamento di giovani islamici. Per molti degli imputati la corte ha disposto l'espulsione dall'Italia a pena espiata.

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domenica, 16 dicembre 2007

TURCHIA
Smirne, il frate accoltellato non voleva battezzare il suo aggressore


Smirne (AsiaNews) – L’aggressore che questa mattina ha accoltellato allo stomaco p. Adriano Franchini, superiore della Custodia di Turchia, ha agito dopo l’ennesimo rifiuto alla sua richiesta di venire battezzato. Il frate cappuccino aggredito, infatti, non lo riteneva ancora pronto per divenire cristiano.

 
Al momento, p. Franchini - originario della provincia di Modena - è ricoverato in ospedale: le notizie sulla sua salute sono ancora riservate. Testimoni oculari dicono che il frate è stato ferito da un "balordo", che da tre anni frequentava la chiesa. Il motivo dell’accoltellamento – così come subito raccontato alla polizia che ha arrestato il giovane - sembrerebbe essere il rifiuto ricevuto a dargli il battesimo, come lui da tempo invece desiderava.
 
Il vescovo di Smirne, mons. Ruggero Franceschini, commenta amareggiato ad AsiaNews: “Ancora una volta diranno che questo è un atto di un pazzo. Ma allora dobbiamo ammettere che da un anno e mezzo circa in Turchia gli atti da matto sono notevolmente aumentati, guarda caso contro i religiosi cristiani stranieri. Si parla tanto di diritti alle minoranze religiose, di democrazia in aumento, ma questi atti non fanno certo una buona pubblicità alla Turchia che vuole essere democratica e laica”.
 
Spesso i sacerdoti cristiani in Turchia sono molto cauti nel battezzare, perché in diversi casi i catecumeni risultano essere, in un secondo momento, dei provocatori che cercano di accusare i cristiani di proselitismo. In ogni caso, gli attacchi contro i religiosi stranieri in Turchia sono in aumento.
 
Dopo la morte di don Andrea Santoro, sacerdote fidei donum assassinato il 5 febbraio del 2006 mentre pregava nella chiesa di Santa Maria a Trabzon, dove era parroco da 3 anni, si sono verificati diverse altre aggressioni ai danni della comunità cristiana.
 
Nel febbraio del 2006 un gruppo di giovani ha aggredito p . Martin Kmetec un francescano di Izmir (Smirne) in Turchia. Il mese successivo, un uomo armato di coltello è entrato nella parrocchia di Mersin dove ha minacciato di morte i francescani del posto ed alcuni ragazzi riuniti della chiesa. Nel luglio dello stesso anno, un sacerdote cattolico di nazionalità francese, padre Pierre Brunissen, è stato accoltellato da “drogati”. Aveva riaperto da poco la chiesa di don Santoro.
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domenica, 16 dicembre 2007
MACELLI UN ANIMALE CONTRO LA LEGGE? E' REGOLARE SE SEI MUSULMANO
Reggio Emilia - Reggio città sempre più islamica. Ora la macellazione rituale che viene eseguita dai musulmani per la festa del sacrificio è considerata del tutto lecita, anche se viene eseguita in contrasto con le leggi nazionali.
Lo dice espressamente il comandante della polizia municipale del capoluogo che in una circoalre invita i suoi agenti a non intervenire alle chiamate dei cittadini che si lamentano della brutalità di queste "macellazioni domiciliari" , diffuse soprattutto fra gli immigrati di religione islamica.
"L'attività svolta - si legge nella circolare firmata dal comandante Russo - è da considerarsi lecita, ancorché non eseguita secondo i dettami di legge, in quanto  prevalente il riconoscimento delle legittimità dei riti religiosi rispetto alle norme in materia di macellazione. Come a dire che quando a contravvenire una legge è un musulmano per motivi religiosi, ok, faccia pure.
Gli animalisti reggiani sono insorti. "Ho auto conferma - spiega Stella Borghi, dell'Enpa di Reggio - dalle competenti autorità istituzionali e veterinarie che le macellazioni rituali proprie di qualsiasi confessione relgiosa devono avvenire obbligatoriamente ad opera di personale appositamente istruito ed autorizzato  e presso strutture di macellazione" . Queste leggi non consentono la macellazione rituale a domicilio. Lo ribadisce anche in una circolare il direttore dei veterinari dell'Ausl di Reggio. Queste macellazioni vanno eseguite soltanto nei macelli autorizzati.
"Io mi domando - afferma ancora la Borghi - se Reggio è un Comune italiano  o se fa parte di qualche identità strana. E' incredibile infatti che un ufficiale di polizia giudiziaria come il comandante della polizia municpale dica al suo personale di non tenere conto delle leggi, ma di fare riferimento alle regole religiose. Mi chiedo - conclue la Borghi - se la magistratura intenda intervenire" .
Nina Reverberi (QN, Il Resto del Carlino -La Nazione -Il Giorno 12 dicembre )
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lunedì, 10 dicembre 2007

 

ISLAM: URSO, PIENA COMPATIBILITA' CON DEMOCRAZIA


STEFANIA CRAXI, VIOLENZE E ABUSI SONO OPERA DI MINORANZE
Roma, 10 dic. - (Adnkronos/Aki) - "Islam e democrazia sono pienamente compatibili" e quindi "la democrazia puo' crescere e prosperare nel mondo isalmico": esprimendo questa convinzione, l'onorevole di Alleanza Nazionale Adolfo Urso, segretario generale della Fondazione FareFuturo, ha aperto la conferenza 'Fighting for democracy in the Islamic world', in corso a Roma oggi e domani per dare voce ai dissidenti dei paesi islamici.
Idioti,ma una leggiucchiata al corano no? Ecco cosa pensa l'Islam della democrazia:
XXXIII,36: Quando Allah e il Suo Inviato hanno decretato qualcosa, non è bene che il credente o la credente scelgano a modo loro . Chi disobbedisce ad Allah e al Suo Inviato palesemente si travia. 
Ma questo è il destino dei dhimmi, dei servi.....volete sottomettervi anche voi al cammelliere pedofilo al suo amico invisibile?

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venerdì, 07 dicembre 2007

Ecco una cartina, edita in Pakistan, con cui i fedeli locali illustrano e auspicano la diffusione dell'Islam nel mondo nel secolo corrente, il XXI.

Leggete in alto a sinistra: si parla di "combattere nella via di Allah contro i nemici dell'Islam".

In premio un kit per il suicidio ai primi venti dhimmi che diranno:"eh, ma è da intendersi in maniera spirituale!".... seguirà la lista delle guerre islamiche contro ogni società diversa negli ultimi 1400 anni.....

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