domenica, 30 settembre 2007

Le persecuzioni contro i cristiani

 

I missionari cristiani che operano nell’arcipelago delle Maldive sono diventati degli spauracchi, e gli episodi di persecuzione contro i cattolici si moltiplicano. Le autorità accusano i missionari di minare la coesione della società maldiviana, e ai cittadini è vietato ascoltare le stazioni radio cristiane. Se i turisti possono bere alcolici, i maldiviani che ne fanno uso rischiano cento frustate. Per il governo, la minaccia alla stabilità delle Maldive non viene dalla mancanza di democrazia, ma dai cristiani. Lo scorso aprile, per esempio, il ministro della Pesca ordinò ai residenti dell’isola di Kulhudhuffushi di abbattere un mercato nuovo di zecca, costato 75.000 dollari, perché costruito dai missionari cristiani. E gli insegnanti provenienti dal vicino Sri Lanka e dall’India vengono regolarmente espulsi dall’isola perché tentano di convertire i maldiviani al cristianesimo.
(Il Giornale)
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sabato, 29 settembre 2007

 

TERRORISMO: VENEZIA, IRACHENO TRADITO DA E-MAIL, DAL TELEFONO E DA UNA FOTO

Venezia, 29 set. - (Adnkronos) - Un appartamento elegante in pieno centro a Padova. Modi cortesi e gentili. Imprese commerciali redditizie, tra cui una rivendita di pizza e kebab. Hussien Saber Fadhil, l'iracheno quarantacinquenne arrestato ieri a Venezia dai carabinieri del Ros per terrorismo internazionale proprio poco prima di mettersi in viaggio per la Siria, dove avrebbe dovuto incontrare altri esponenti di un gruppo iracheno vicino ad Al Qaida in Iraq, frequentava con assiduita' i centri islamici di Padova e Venezia, investendo tutti i suoi guadagni, parecchio denaro, nella causa palestinese ma soprattutto acquistando armi per la causa della jihad irachena contro la presenza militare degli stranieri nel paese e contro le tribu' che hanno tradito Al Qaida.
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mercoledì, 26 settembre 2007

L'ex imam di Carmagnola attacca Aki, 'Corriere della Sera' e 'Repubblica'

Roma, 26 set. - (Adnkronos/Aki) - Attacchi e invettive contro i giornalisti di Aki - Adnkronos International, Il 'Corriere della Sera' e 'La Repubblica'.

A lanciarli, sul suo sito Internet, è Abu Sayyaf (nome di battaglia di Qader Fadlalla Mamour), noto in Italia come l'ex imam di Carmagnola, espulso nel 2003 dall'allora ministro degli Interni Giuseppe Pisanu e ora rifugiato in Senegal.

Sul suo sito vengono lanciate invettive contro i giornalisti italiani Hamza Boccolini di Aki, Guido Olimpio del 'Corriere della Sera' e Vittorio Zucconi di 'la Repubblica', mettendo in dubbio la correttezza del loro lavoro.

Il nuovo sito dell'ex imam di Carmagnola è stato creato per diffondere per la prima volta sul Web la traduzione integrale in lingua italiana degli ultimi due messaggi del leader di al Qaeda, Osama bin Laden.

A margine dei discorsi pubblicati in italiano, Abu Sayyaf minaccia l'Italia, parlando di un fantomatico documento della rete del terrore su prossimi attentati nel nostro Paese, e critica con durezza l'operato dei tre giornalisti.

In particolare attacca il contenuto di un'analisi di Aki sugli ultimi video di Bin Laden, screditando il lavoro giornalistico e di cronaca di Boccolini.

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mercoledì, 26 settembre 2007

Con una sfacciata Taqiya, cioè mentendo a fini di propaganda, molti musulmani ci spacciano versioni edulcorate del corano secondo le quali cristiani e ebrei sarebbero visti come interlocutori privilegiati, fratelli in Abramo, la Gente del Libro da rispettare....ma ecco come, quando sono riuniti, parlano di loro, dimostrando con le loro stesse parole, con il corano e gli hadith alla mano, che invece ritengono cristiani ed ebrei miscredenti maledetti da odiare. Si accusano da soli, dimostrando a chiare lettere che la loro "religione di pace" è invece la religione dell'odio:

da: http://lucechiarasulli.forumer.it/about191-lucechiarasulli.html

Nel Nome di Allah, il sommamente Misericordioso, il Clementissimo



Considerare i Giudei e i Cristiani come dei miscredenti?


dal sito Al-Mourabitoune
http://www.ribaat.org/


Risposta dello shaykh Muhammad Salih ibnu-l-'Uthaymîn (che Allah l'Altissimo abbia misericordia di lui!), Al-Fatawa-l-Islamiyya 1/87. Tradotto in francese e riassunto da Al-Mourabitoune


Domanda:

Un predicatore di una delle moschee d'Europa ha dichiarato che non è permesso considerare Giudei e Cristiani come dei miscredenti. Lei sa – che Allah la protegga – che la maggior parte della gente che si occupa delle moschee in Europa possiede un basso grado di conoscenze. Temiamo che tali dichiarazioni si propaghino. Di conseguenza, le chiediamo di fornire per questa questione una risposta completa e chiara.



Risposta:

Io dico: Ciò che ha detto quest'uomo induce in errore il suo pubblico. In effetti, possiamo considerare ciò come kufr (blasfemìa), poiché Allah (Gloria a Lui, l'Altissimo) ha dichiarato che i Giudei e i Cristiani sono dei miscredenti (kuffâr) nel Suo Libro. Allah (SubhânaHu waTa'ala) ha infatti rivelato:

Dicono i giudei: " 'Uzayr è figlio di Allah"; e i nazareni dicono: "Il Messia è figlio di Allah". Questo è ciò che esce dalle loro bocche. Ripetono le parole di quanti già prima di loro furono miscredenti. Li annienti Allah. Quanto sono fuorviati!
Hanno preso i loro rabbini, i loro monaci e il Messia figlio di Maria come signori all'infuori di Allah, quando non era stato loro ordinato se non di adorare un Dio unico. Non vi è dio all'infuori di Lui! Gloria a Lui ben oltre ciò che Gli associano!
(Corano IX. At-Tawba, 30-31)

Ciò dimostra che essi sono dei politeisti che attribuiscono degli associati ad Allah (Gloria a Lui, l'Altissimo!). In altri versetti, Allah (SubhânaHu waTa'ala) ha indicato chiaramente che essi sono degli infedeli:

Sono certamente miscredenti quelli che dicono: "Allah è il Messia figlio di Maria"… (Corano V. Al-Mâ'ida, 17 e 72)

E:

Sono certamente miscredenti quelli che dicono: "In verità Allah è il terzo di tre"… (Corano V. Al-Mâ'ida, 73)

O ancora:

I miscredenti fra i Figli di Israele che hanno negato, sono stati maledetti dalla lingua di Davide e di Gesù figlio di Maria… (Corano V. Al-Mâ'ida, 78)

E:

In verità i miscredenti fra la gente della Scrittura e gli associatori saranno nel fuoco dell'Inferno, dove rimarranno in perpetuo… (Corano XCVIII. Al-Bayyina, 6)

Molti versetti e ahadîth esprimono lo stesso significato. Colui che rifiuti l'idea che i Giudei e i Cristiani, che non credano a Muhammad (sallAllahu 'alayhi waSallam) e lo rinneghino, siano dei miscredenti, in effetti nega ciò che Allah (subhânaHu waTa'ala) ha rivelato. Negare ciò che Allah l'Altissimo ha rivelato è miscredenza. Chiunque abbia qualche dubbio concernente il fatto che essi siano infedeli, è dunque egli stesso un infedele. SubhânaAllah (Gloria ad Allah)!

Come quest'uomo potrebbe essere felice di sostenere che non sia permesso dire che sono miscredenti, mentre essi ritengono che Allah non sia che una parte di una Trinità? Il loro stesso Creatore ha dichiarato che essi sono infedeli.

Come quest'uomo non dovrebbe essere fiero di chiamarli miscredenti, mentre essi dicono che "Gesù è figlio di Dio", o che "La mano di Allah è chiusa" e che "Allah è povero e noi siamo ricchi"??

Come potrebbe quest'uomo non essere soddisfatto di chiamarli miscredenti e di applicare su di essi il Takfîr (l'anatema, la dichiarazione di miscredenza) in maniera generale, mentre essi descrivono il loro Signore in una maniera tale da non far altro che maledire e maltrattare Allah (Gloria a Lui, l'Altissimo)?

Io invito quest'uomo a pentirsi presso Allah ('azza waJalla) e gli ricordo le parole di Allah (che Egli sia Esaltato):

Vorrebbero che tu fossi accondiscendente e allora sarebbero accondiscendenti anche loro (Corano LXVIII. Al-Qalam, 9)

(Questo predicatore) dovrebbe spiegare chiaramente a tutti che (i Giudei e i Cristiani) sono dei miscredenti e sono gli abitanti del fuoco dell'Inferno. Il Profeta (pace e benedizioni di Allah su di lui) disse: "Per Colui nelle Cui Mani è la mia anima, ogni Giudeo o Cristiano di questa comunità (ossia la comunità di persone dell'epoca del Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam)), fino al Giorno del Giudizio, che senta parlare di me senza in seguito seguirmi (oppure disse: senza credere a ciò che ho portato) farà parte degli abitanti del fuoco dell'Inferno" (riportato da Muslim)

Il predicatore che ha fatto tali dichiarazioni deve pentirsi presso il suo Signore in ragione di questo grande errore da lui pronunciato. Deve fare una dichiarazione chiara spiegando che essi sono miscredenti e che sono gli abitanti del fuoco dell'Inferno. Deve anche annunciare che è loro comandato di seguire Muhammad (pace e benedizioni di Allah su di lui), il Profeta illetterato. Egli (sallAllahu 'alayhi waSallam) è colui che i Giudei e i Cristiani conoscono, e lo conoscono come conoscono i propri figli. Allah (subhânaHu waTa'ala) dice:

… coloro che seguono il Messaggero, il Profeta illetterato che trovano chiaramente menzionato nella Torâh e nell'Injîl, colui che ordina le buone consuetudini e proibisce ciò che è riprovevole, che dichiara lecite le cose buone e vieta quelle cattive, che li libera del loro fardello e dei legami che li opprimono. Coloro che crederanno in lui, lo onoreranno, lo assisteranno e seguiranno la luce che è scesa con lui, invero prospereranno (Corano VII. Al-A'râf, 157)

Egli (sallAllahu 'alayhi waSallam) è colui di cui 'Isâ ibnu Maryam (pace su di lui e su sua madre) ha dato la buona novella. Gesù ('alayhi-s-salâm) disse infatti, così come il Suo Signore ci ha rivelato nel Sublime Corano:

…"O Figli di Israele, io sono veramente un Messaggero di Allah a voi (inviato), per confermare la Torâh che mi ha preceduto, e per annunciarvi un Messaggero che verrà dopo di me, il cui nome sarà Ahmad". Ma quando questi giunse loro con le prove incontestabili, dissero: "Questa è magia evidente" (Corano LXI. As-Saff, 6)

Quando Ahmad (sallAllahu 'alayhi waSallam), colui che era stato loro promesso, venne a loro con prove evidenti, dissero che non si trattava d'altro che di magia. Da ciò, possiamo refutare questi cristiani che sostengono che colui che Gesù (pace su di lui) promise si chiamava Ahmad e non Muhammad. Rispondiamo a questo argomento sottolineando che Allah l'Altissimo ha rivelato:
quando questi giunse loro con le prove incontestabili
e nessun (Profeta) venne a voi dopo Gesù, ad eccezione di Muhammad (pace e benedizioni di Allah su di lui). Muhammad è Ahmad, e Allah l'Altissimo ispirò 'Isâ ('alayhi-s-salâm) per chiamare Muhammad 'Ahmad'. Poiché Ahmad è un nome che deriva dalla radice (araba) che significa "lodare", e il nome stesso significa "qualcuno che loda Allah al di sopra degli altri". Di conseguenza, Muhammad (sallAllahu 'alayhi waSallam) è il più degno di lodare Allah l'Altissimo tra tutti gli esseri umani…

Aggiungerò ancora: Chiunque pretenda che vi sia una religione sulla terra, oltre all'Islâm, che venga ritenuta accettabile da Allah, è un miscredente, e non vi è alcun dubbio sulla sua miscredenza. Poiché Allah (SubhânaHu waTa'ala) ha rivelato nel Suo Libro:

Chi vuole una religione diversa dall'Islâm, il suo culto non sarà accettato, e nell'altra vita sarà tra i perdenti (Corano III. Âl-'Imrân, 85)

Allah l'Altissimo ha anche rivelato:

Invero, la religione presso Allah è l'Islâm… (Corano III. Âl-'Imrân, 19)

Un altro versetto dice:

…Oggi ho reso perfetta la vostra religione, ho completato per voi la Mia grazia e Mi è piaciuto darvi per religione l'Islâm… (Corano, V. Al-Mâ'ida, 3)

Di conseguenza (e lo ripeto per la terza volta), la persona che ha fatto tali dichiarazioni (vedere la domanda) deve pentirsi dinanzi ad Allah l'Altissimo. E deve anche spiegare chiaramente a tutti che questi Giudei e Cristiani sono dei miscredenti (sconfessandoli pubblicamente). Poiché la prova è stata stabilita contro di loro, ed essi hanno ricevuto il Messaggio, ma hanno rifiutato di credervi.

I Giudei sono stati descritti come coloro che meritano la collera di Allah (SubhânaHu waTa'ala). Poiché essi hanno saputo la verità, e hanno scelto di andare contro di essa. I Cristiani sono stati descritti come coloro che si sono sviati. Poiché essi hanno cercato la verità ma si sono sbagliati. Ora, tutti sanno la verità e la riconoscono. Tuttavia, la contrastano. Di conseguenza, meritano tutti la collera di Allah (Gloria a Lui, l'Altissimo).

Io invito tutti i Giudei e i Cristiani a credere in Allah (subhânaHu waTa'ala) e in tutti i Suoi Messaggeri. Li invito a seguire il Profeta Muhammad (sallAllahu 'alayhi waSallam). E' ciò che le loro stesse Scritture li invitano a fare. Allah l'Altissimo dice nel Sublime Corano:

"…La Mia misericordia abbraccia ogni cosa: la riserverò a coloro che (Mi) temono e pagano la decima, a coloro che credono nei Nostri segni, a coloro che seguono il Messaggero, il Profeta illetterato che trovano chiaramente menzionato nella Torâh e nell'Injîl, colui che ordina le buone consuetudini e proibisce ciò che è riprovevole, che dichiara lecite le cose buone e vieta quelle cattive, che li libera del loro fardello e dei legami che li opprimono. Coloro che crederanno in lui, lo onoreranno, lo assisteranno e seguiranno la luce che è scesa con lui, invero prospereranno".
Di': "Uomini, io sono un Messaggero di Allah a voi tutti inviato da Colui al Quale appartiene la sovranità dei cieli e della terra. Non c'è altro dio all'infuori di Lui. Dà la vita e dà la morte. Credete in Allah e nel Suo Messaggero, il Profeta illetterato che crede in Allah e nelle Sue parole. Seguitelo, affinché possiate essere sulla retta via"
(Corano VII. Al-A'râf, 156-158)

Avendo una tale fede, questi convertiti dal giudaismo e dal cristianesimo (all'Islâm) riceveranno una doppia ricompensa. Il Messaggero di Allah (sallAllahu 'alayhi waSallam) disse: "Vi sono tre persone che riceveranno la loro ricompensa raddoppiata: Una persona appartenente alla Gente del Libro (giudei o cristiani) che abbia creduto nel suo Profeta (Gesù, Mosè…) e abbia creduto in Muhammad…" (parte di un hadîth riportato da Bukhârî e Muslim)

Ho anche trovato nel libro di legge "Al-Iqna'", nella sezione sull'apostasia, un passaggio in cui l'autore enuncia: "Colui che non consideri come un miscredente colui che segua una religione altra che l'Islâm, come i cristiani, o che abbia un dubbio rispetto alla loro miscredenza, o che approvi le loro maniere, egli stesso è un miscredente". Poi cita Ibn Taymiyyah (rahimahulah), che disse: "E' miscredente: chiunque creda che le chiese siano le case di Allah nelle quali Egli è adorato, o chiunque pensi che ciò che i giudei e i cristiani fanno siano delle pratiche valide d'adorazione di Allah e di obbedienza verso di Lui e verso il Suo Messaggero (sallAllahu 'alayhi waSallam), o chiunque ami o approvi ciò che compiono, o chiunque li aiuti ad avere tali luoghi e a stabilire la loro religione, e (chiunque) si comporti così ritenendo che sia una maniera di avvicinarsi ad Allah o di adorare Allah (subhânaHu waTa'ala)". Disse anche: "Se qualcuno crede che rendere visita ai giudei o ai cristiani nei loro luoghi di culto sia un atto che lo avvicini ad Allah, allora è un murtad (apostata)".

Tali citazioni sostengono ciò che è stato spiegato nel testo della fatwa. E' una questione riguardo la quale non vi è alcun posto per il dubbio. E il soccorso è presso Allah!

Tutto chiaro?

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mercoledì, 26 settembre 2007

TROPPO TARDI

Non fosse che il nostro problema è quotidiano e angosciante, che la condizione di vita nelle città sta diventando insopportabile, che crimini, disagi, prepotenze sono stati per un anno denunciati ogni giorno dall’opposizione e bollati ogni giorno dal governo come forme pericolosissime di razzismo risorgente, si potrebbe con umorismo residuo commentare il grido d’allarme di Giuliano Amato, e i gridolini di Paolo Ferrero, ricorrendo alla saggezza popolare: tanto tuonò che piovve, chiudete la stalla quando i buoi sono scappati, e via con tanti altri proverbi. Ma questi sono i ministri che si compiacciono di dichiararsi «ministro dei clandestini» e invitano gli immigrati alla ribellione, che scrivono saggi supponenti contro l’imperialismo dell’Occidente, solo perché la maggioranza degli occidentali disapprova l’imposizione del velo e la segregazione delle donne musulmane nel nostro Paese. Questi ministri e il governo che esemplarmente rappresentano si apprestano oggi a benedire la discussione in Parlamento di una nuova legge, che sostituirà la Bossi-Fini, che tutti già chiamano legge dell’immigrazione libera, e che porta i loro due nomi. Non sono colpevoli solo di un deplorevole ritardo, sono inaffidabili. La sicurezza dei nostri confini è preziosa, loro la disprezzano.
Nel gennaio scorso Romano Prodi ha firmato l’ingresso della Romania nell’Unione Europea, da allora a oggi l’esodo dei rom è stato incessante. Nessuno ha il coraggio di fare dei numeri realistici, Ferrero azzarda uno spaventoso centocinquantamila, ma sono molti di più; forse nessuno ci riesce, troppe sono le baraccopoli nascoste lungo i fiumi dove una volta passeggiavamo, sotto le pinete dove facevamo le gite alla domenica, a pochi metri dai condomini dove la gente viene derubata quando esce a fare la spesa. Solo a Milano, il primo Comune che si è provato a dire basta, ce ne sono diecimila, e i quattro milioni di euro che il ministro della Solidarietà Sociale ostenta come il miracolo, servono a ben poco. Sarebbe bastato applicare una moratoria, uno stop per due anni, invece il governo e i due ministri che ora si dicono preoccupati hanno detto no. Sarebbe bastato che l’Italia facesse non dico come Sarkozy, ma seguisse la direttiva europea che parla chiaro: o hai un lavoro che ti consente di mantenerti o non entri nel nuovo Paese dove vorresti risiedere. Non hanno voluto fare niente, troppo impegnati a tenere buoni i comunisti loro compagni, troppo occupati a fingersi i nuovi paladini di un mondo più buono.Anche ora non hanno cambiato idea. Si sono spaventati, questo sì, dell’invasione dei rom e dello sdegno degli italiani, e tentano di scaricare le responsabilità di un problema ormai al precipizio sulle istituzioni locali, le stesse che prima hanno spocchiosamente ignorato, accentrando tutte le decisioni al Viminale. Incapaci, in mala fede, pericolosi.

Maria Giovanna Maglie (Il Giornale)

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lunedì, 24 settembre 2007

Cristiano “blasfemo” libero dopo un anno: era innocente

Faisalabad (AsiaNews) – Una Corte di Appello pakistana ha ordinato ieri il rilascio del cristiano Shahid Masih - 18 anni, in carcere dal settembre del 2006 con l’accusa di blasfemia – e lo ha definito “totalmente estraneo” alle accuse. Stesso verdetto anche per il presunto complice, Muhammad Ghaffar, musulmano, liberato su cauzione 9 mesi fa.

 
I due ragazzi erano stati denunciati dal dott. Arshad Masood, musulmano, che aveva dichiarato di aver trovato all’interno della sua clinica alcune pagine del Corano bruciate da Masih e da Ghaffar di notte, mentre non c’era nessuno. L’accusa rientra nei parametri dell’art. 295-b del codice penale pakistano, la famigerata legge sulla blasfemia, che punisce con il carcere o con la pena di morte chi dissacra Maometto o i testi sacri dell’Islam.
 
Munawar Masih, padre di Shahid, dice ad AsiaNews: “Non riesco neanche ad esprimere la mia felicità per questa sentenza. L’unica cosa che mi rattrista è che mia moglie, morta di dolore dopo l’arresto, non sia qui con noi per festeggiare”.
 
Khalil Tahir, presidente dell’Adal Trust [Centro cristiano di aiuto legale ndr] ed avvocato del giovane “blasfemo”, ha organizzato un piccolo incontro di preghiera per ringraziare Dio della sentenza. Il p. Aftab James Paul, direttore della Commissione per il dialogo interreligioso e l’ecumenismo della diocesi di Faisalabad, ha guidato la preghiera.
 
Il sacerdote spiega ad AsiaNews che “le accuse di blasfemia sono quasi sempre false, fabbricate per eliminare dei nemici o rivali economici. Questa legge deve essere abolita, perché non solo colpisce le minoranze del Paese, ma distrugge il dialogo fra le religioni”.
 
Ancora più duro l’avvocato Tahir, che denuncia: “Il caso si è risolto e Masih è uscito di galera, ma nessuno sarà punito per le false accuse e le torture psicologiche subite da questa famiglia, che hanno portato persino alla morte di una persona. Questo autorizza altre persone a fare lo stesso”.
 
Il presidente del Centro chiede poi di ricordare James e Buta Masih, due cattolici di 70 e 65 anni, arrestati per blasfemia nel novembre 2006 e condannati a 10 anni di galera: “Entrambi sono malati ed anziani. Aspettiamo di conoscere la data dell’appello, ma nel frattempo dobbiamo pregare per loro”.
Qaiser Felix
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domenica, 23 settembre 2007

Amato: "Vietare il velo islamico è da imperialisti"

 

Roma - «Vietare il velo alle donne islamiche vuole dire imporre un’ideologia imperialista occidentale». No. Non è una delle tante esternazioni del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad. A parlare di «imperialismo occidentale», testuali parole, questa volta è il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, durante la conferenza nazionale sull’immigrazione. Ora quello che colpisce non è la contrarietà a una legge anti-velo, ovvero a una limitazione della libertà personale di esporre i propri simboli religiosi anche attraverso l’abbigliamento. Contrarietà già espressa dallo stesso Amato e da altri politici come Gianfranco Fini e, tanto per fare un esempio assai illustre, condivisa pure da Giovanni Paolo II.

A colpire è la trasformazione subita dall’oramai “ex” Dottor Sottile soprattutto per quanto riguarda il linguaggio adottato negli ultimi mesi. Linguaggio tutt’altro che sottile. Spesso invece grossolano, come in questo caso. «Non si può rifiutarsi di credere che il velo islamico è in certe occasioni sinonimo di prevaricazione contro le donne e in altri espressione di identità - dice Amato -. Sono stanco di assistere ad attacchi scomposti su questi temi che dimostrano solo quanto è piccolo chi li fa». Certamente quello che un ministro del governo non dovrebbe fare è liquidare le argomentazioni anti-velo come sinonimo di «imperialismo occidentale», dimenticando oltre al fatto da lui stesso citato (il velo come «prevaricazione» sulla donna) anche il lacerante dibattito che circa tre anni fa in Francia comunque è sfociato in una legge, varata tra mille polemiche, che in nome della laicità dello Stato vieta di indossare nelle scuole «simboli o indumenti che ostentino l’appartenenza religiosa». Dibattito nel quale anche una piccola parte del mondo musulmano, la più moderata, si è mostrata aperta a mettere in dubbio la validità del velo come simbolo della fede visto che non avrebbe riscontro neppure nel testo coranico.

Amato poi riprende il tema della fede per sottolineare come «le religioni vengano usate a volte per irrigidire le loro verità le une contro le altre». Troppo spesso, prosegue il ministro, «c’è la propensione a usare Dio per attaccare il prossimo». In riferimento all’islam Amato dice che «ci deve essere attenzione perché le moschee non vengano usate per diffondere terrorismo, ma serve anche dialogo tra le religioni».

E sempre in tema di immigrazione colpisce pure l’altra battuta del titolare del Viminale. Sollecitato dai giornalisti a dare un suo giudizio sulla vicenda dei lavavetri, per i quali il sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, aveva previsto pesanti multe e anche l’arresto con un’ordinanza, poi annullata dai magistrati perché giudicata illegittima, Amato replica: «Non mi occupo di lavastoviglie. Non rispondo su temi che non riguardano il convegno: sono qui per parlare di integrazione». Come se l’evidentemente mancata integrazione di chi è costretto a fare il lavavetri (spesso oltretutto si tratta di minori costretti sulla strada da sfruttatori adulti) non avesse a che fare con l’insieme della questione immigrazione, clandestinità e il sempre più forte senso di insicurezza dei cittadini al quale in qualche modo, magari pure commettendo errori, gli amministratori locali cercano di dare una risposta.

Quello che invece il ministro dice in conferenza è che gli immigrati oltre al lavoro devono avere anche una casa. «La domanda delle imprese come unico selettore per gli immigrati, è un fatto sbagliato. Io devo tenere conto delle esigenze delle imprese, ma mi devo preoccupare anche del resto - dice Amato -. No, dunque, a chi sostiene che fino a quando un immigrato lavora otto ore in fabbrica va bene, ma poi deve sparire e non avere neanche una casa». Per Amato infine non si possono aprire le porte soltanto agli stranieri qualificati. «Non possiamo far venire in Italia solo ingegneri o dottori: sarebbe una scelta di declino demografico, culturale e politico», dice il ministro, che invita ad accogliere le diversità culturali perché «conservare la nostra identità senza aggiunte significa conservare una diversità declinante».

Francesca Angeli (Il Giornale)

SFOGO DOMENICALE :

Se l'Italia declina la colpa, la stramaledetta colpa, è solo di fottuti governanti che ci vogliono veder sparire come Amato, del loro buonismo, della loro calcolata vigliaccheria, della loro furbizia meschina e del loro odio per la nostra nazione.Venderebbero, se non l'hanno già fatto, il culo e la madre per un sorriso di un qualunque rappresentante di una dittatura teocratica mediorentale. Fate schifo. Evviva l'Imperialismo, evviva tutto ciò che è contro la sottomissione alla barbarie islamica, evviva le armi se servono a difenderci la casa (date la vostra agli immigrati, tanto avete palazzi di 20 stanze) e la terra. Evviva la diversità che ci fa diversi da mandarini impocriti come Amato e ci rende ancora capaci di distinguere la civiltà e il buon senso dall'inchino a chi ci vuole asservire.

Affanculo,traditori!

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sabato, 22 settembre 2007

«L’Occidente ti rende impura». Reclusa per tre anni dal marito

 

In lacrime, con addosso soltanto il pigiama, le braccia protese a chiedere aiuto. E la disperazione sul volto olivastro, all’apparenza giovane, ma già segnato dalla sofferenza: l’hanno vista così, le prime persone che si sono strette intorno a lei, in pieno giorno, sulla strada che sale verso le alture di Prà, nel ponente genovese. Il quartiere è una foresta di cemento, tante case popolari e altrettanti problemi di convivenza fra probi e malavitosi. Ma la solidarietà non manca, la gente di qui non fa mai finta di niente, non si gira dall’altra parte quando vede che bisogna dare una mano.
La ragazza si agita, poi riprende a singhiozzare, mostra segni evidenti di percosse. Ma aiutarla, una parola! Anche perché lei parla un linguaggio incomprensibile. Arrivano i carabinieri, poi un interprete che sa di arabo. E viene fuori la storia che è un incubo, che non vorresti mai ascoltare: la storia di E.H., origine marocchina, ventenne appena, ma già sposata da cinque con un manovale di 23 anni che lavora a Genova e abita con la madre in una casa del quartiere. In quella casa c’è anche lei, la moglie. Solo che «da tre anni - racconta adesso a fatica - vivo chiusa a chiave in una stanza, loro due non mi lasciano mai uscire se non per andare al gabinetto. Ma fuori casa, mai. Dicono che non devo essere inquinata dall’Occidente...».
Per due anni, dopo il matrimonio, E.H. è rimasta in Marocco, presso la sua famiglia, coltivando la speranza «che un giorno, lui mi ha promesso che mi fa venire a Genova, vivremo insieme, ci vogliamo bene». Il momento giusto arriva: il viaggio dal Marocco al capoluogo della Liguria, dal passato al futuro... Ma il marito, che ha un regolare permesso di soggiorno in Italia e sembra ormai perfettamente integrato nella società occidentale, mette subito le cose in chiaro: «Tu da questa stanza non ti muovi, devi restare pura».
L’integralismo islamico c’entra, ma allora cos’ha a che fare con le botte, le violenze morali, le privazioni cui la sottopone periodicamente il consorte con l’«assistenza» della madre? La giovane moglie intanto subisce due aborti, per qualche tempo spera che le cose cambino in meglio, che lui e la suocera la smettano di tormentarla. Niente da fare: «Guai se esci, guai se entri in contatto con questo mondo schifoso!». E.H. non si rassegna: più la picchiano, più le infliggono sofferenze, più lei trova rifugio nella voglia di affrancarsi, un giorno o l’altro, finalmente. Comincia a pensare di evadere, da quella prigione. L’occasione capita l’altro pomeriggio, quando il marito è fuori e la suocera si distrae un attimo e dimentica di chiudere come sempre la porta della stanza con la chiave. La ragazza, che non vede il cielo da tre anni, ne approfitta. Con le forze che le restano, con il «vestito» che indossa da mille giorni, ogni minuto della vita, scappa in strada. È qui che la trovano, è qui che la soccorrono, è qui che cercano di restituirle la speranza. Ora E.H., marocchina da tre anni a Genova senza aver mai visto Genova, è affidata a un istituto religioso. Le suore cercheranno di curarle le ferite del corpo - i medici hanno accertato «numerose ecchimosi ed ematomi» - e soprattutto dell’animo. I carabinieri, nel frattempo, hanno rintracciato il marito e sua madre. È scattata la denuncia per entrambi: sequestro di persona e maltrattamenti per lui, favoreggiamento per lei. Denuncia a piede libero, comunque. Mentre lei, E.H., vent’anni di cui tre «vissuti» fra quattro mura, riesce appena adesso a capire cos’è la libertà.

Ferruccio Repetti (Il Giornale)


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venerdì, 21 settembre 2007

Studentesse cattoliche costrette ad indossare il velo islamico


Jakarta (AsiaNews) – Le sempre più numerose leggi locali ispirate alla sharia (perda syariat) ,  minacciano la libertà religiosa dei non musulmani, costretti ad adattarsi al costume islamico senza possibilità di scelta. Da tempo il problema è stato sollevato da leader religiosi come pure da autorità politiche, ma al momento nessuna iniziativa concreta è stata adottata.

Preoccupa l’ultimo episodio denunciato da una famiglia cattolica di Padang, provincia di Nord Sumatra: Stefanus Prayog Ismu Rahardi ha 3 figlie, di cui 2  frequentano scuole statali; di recente gli insegnanti hanno chiesto alle ragazze di indossare l’jilbab (parola indonesiana per indicare il velo islamico, ndr). “È la prima volta che succede – riferisce l’uomo- e le mie figlie sono spaventate, io ho cercato di fare vedere loro il velo semplicemente come un accessorio in più da indossare, ma capiscono chiaramente che il problema va ben oltre l’estetica, percepiscono di trovarsi in un clima ostile alla loro religione”.
 
Il caso non è isolato in questa provincia a stragrande maggioranza musulmana. Qui dal 2002 più di 19 distretti hanno varato le cosiddette perda syariat, normative che andrebbero, però, applicate ai soli cittadini musulmani. Una studentessa cattolica della scuola pubblica SMU Negeri II - distretto di Pesisir Selatan - racconta che dal 2005 anche questo istituto ha introdotto l’obbligo del velo e lei di fatto ha dovuto adattarsi. “Gli insegnanti facevano pressioni, perché anche io mi adeguassi - dice - e ora la gente che mi vede per strada pensa che mi sia convertita all’islam”.
 
Boniface Bakti Siregar, cattolico all’interno del ministero Affari religiosi a Padang, denuncia che le perda syariat hanno un forte impatto psicologico, soprattutto sugli studenti non musulmani nei distretti lontani dalla città.: “Questi non hanno altra possibilità che frequentare scuole statali dato che quelle cristiane si trovano molto distanti”.
In seguito all'entrata in vigore dell'autonomia regionale, 22 reggenze e municipalità in Indonesia hanno adottato leggi ispirate alla sharia: alcune criminalizzano comportamenti proibiti dalla legge islamica come adulterio, prostituzione, gioco d'azzardo, alcolismo e restringono le libertà delle donne. Oltre 55 parlamentari l’anno scorso hanno sollevato il problema dell'incostituzionalità di queste norme, ma il ministro degli Interni ha rimandato ai singoli governatori il compito di giudicare. Nel Paese è comunque forte la corrente di intellettuali e leader religiosi musulmani impegnati nel contenere la crescita di fanatismo ed estremismo islamico.
 Mathias Hariyadi
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venerdì, 21 settembre 2007

Il mito dei Musulmani pacifici

di Ali Sina

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Avendo letto diversi libri e pubblicazioni sull’Islam… la storia e il fondamentalismo a partire dall’11 Settembre, vi è un dato che non riesco a trovare, o quantomeno stimarne un valore approssimativo. L’atteggiamento generale della comunità Musulmana mondiale (specialmente gli Imam ed i Mullah prominenti) riguardo al terrorismo sembra variare dal rifiuto all’approvazione legalistico-religiosa… senza contare quei pochi che sono sufficientemente coraggiosi da denunciare pubblicamente una simile azione.


Non è forse un dato di fatto che una moltitudine di Islamici segretamente approvino questo crimine e allo stesso tempo affermino pubblicamente e ad alta voce di condannarlo? Domanda: vi è una buona percentuale citata da qualche parte che dia corpo a questa anomalia?


Dai miei personali sforzi di ricerca e di lettura sono portato a credere che almeno il 50% si comportino in questo modo. Qualsiasi informazione a tale riguardo è apprezzata.


Rispettosamente,


Jim


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Caro Jim,

non penso che esista un dato simile o che una statistica qualsiasi possa essere realistica. Il problema è che è difficile stabilire quali Musulmani condannano il terrorismo e chi invece lo approvi. Quello che noi chiamiamo terrorismo per un Musulmano è sacra Jihad e la Jihad è un pilastro dell’Islam. Nessun Musulmano può essere contro la Jihad. Se ti opponi alla Jihad non sei più Musulmano.

Jihad significa muovere guerra contro gli infedeli e rendere l’Islam la filosofia politica dominante. Questo, in accordo con gli esempi di vita del Profeta dell’Islam è compiuto attraverso imboscate, raid e uccisione di civili inermi, saccheggiandoli e persino stuprando le loro mogli e prendendole come schiave. Tu ed io chiamiamo tutto ciò terrorismo, i Musulmani lo chiamano Jihad.

Ma i Musulmani giocano con le parole. Condannano il terrorismo ma non possono condannare la Jihad. Gli stessi Musulmani che negano il coinvolgimento dell’Islam nell’11 Settembre e dicono che è stata opera della CIA e degli Ebrei e che i “Musulmani non farebbero mai una cosa simile”, sono deliziati da tale massacro, affermano che l’America doveva aspettarselo e che i Musulmani sono stati oppressi e che ora stanno reagendo di diritto. Ho avuto conversazioni con Musulmani che esprimevano questi concetti diametralmente opposti, ad esempio “I Musulmani non farebbero mai una cosa del genere” e “L’America se l’è cercata” in due frasi consecutive. A quale categoria appartengono costoro?

Se ti contenti della mia “stima”, io ritengo che il 90% dei Musulmani siano felici che i loro fratelli terroristi uccidano gli infedeli e che lo stesso 90% neghi categoricamente che l’Islam abbia niente a che fare con il terrorismo.

Quello che tu e il resto del mondo non potete capire è che le mentalità Musulmana è ingannevole. I Musulmani non ingannano soltanto te ma anche loro stessi.

I Musulmani seguono uno psicopatico e di conseguenza pensano come lui. Proprio come milioni di Tedeschi divennero psicopatici durante la Seconda Guerra Mondiale e allo stesso tempo divennero psicopatici milioni di Giapponesi, un miliardo di persone possono diventare collettivamente psicopatiche. Fortunatamente vi è una rilevante percentuale fra loro che non conosce a sufficienza il vero Islam e non lo mette in pratica.

Un buon esempio di psicopatologia collettiva venne osservato in Iran durante la rivoluzione del 1979. Molti di noi che ne furono testimoni furono scioccati nel vedere l’isteria di massa di una nazione intera. La maggior parte di coloro che agirono patologicamente, più tardi tornarono in sé e rimpiansero la loro follia. Loro stessi sono d’accordo nel dire di aver agito da psicotici.

Gli psicopatici di solito sono persone intelligenti a cui manca la coscienza. I Musulmani sono persone coscienziose quando non c’è di mezzo la loro religione. Possono essere tanto generosi ed amorevoli quanto qualunque altra persona. Ma sottomettono volontariamente le loro coscienze alla loro fede ed accettano qualsiasi crimine che venga dettato dalla loro religione. Diciamo per esempio che una donna sia accusata di adulterio e venga condannata alla morte per lapidazione. I Musulmani normalmente rimangono in silenzio. Accusano l’adultera e non la legge spietata. Queste persone possono essere persone amorevoli e gentili, ciononostante la loro coscienza non potrà mai superare la loro fede.

Quando segui uno psicopatico, quando abbandoni la tua intelligenza ed sopprimi la tua coscienza nelle mani di un folle svitato, puoi agire e pensare come lui e diventare l’estensione della sua mente psicopatica.

900 persone apparentemente sane si sono suicidate in massa perché credevano in Jim Jones che era uno psicopatico. Da allora alcune altre centinaia, principalmente persone intelligenti e laureate, hanno fatto lo stesso credendo a dei capi-culto psicopatici. I seguaci di Shoko Asahara, il messia Giapponese cieco, si sono lanciati in un raptus omicida nelle metropolitane di alcune città giapponesi, uccidendo e ferendo centinaia di persone per “liberarle dal loro karma negativo”. In accordo con il perverso insegnamento catastrofista di Asahara l’uccisione rilascia la vittima dalla vita di tutti i giorni e quindi dall’inevitabile accumulo di karma negativo. “Potete soltanto salvare le loro anime uccidendoli”, insegnò ai loro seguaci. “Le persone sagge capiranno che sia l’assassino che la persona uccisa beneficerebbero da questo”, disse Asahara. Centinaia dei suoi seguaci si sono trasformati in assassini psicotici per avere seguito uno psicopatico.

L’ethos Islamico non è differente. I Musulmani sono incoraggiati a compiere la Jihad contro gli infedeli e ad ucciderli per far prosperare il loro culto.

Il comportamento psicotico è contagioso. L’Islam è un culto creato da uno psicopatico. Non c’è un altro modo di vedere le cose. Dobbiamo fermare questi assurdi discorsi di “teologia Islamica”, “filosofia Islamica”, “arte Islamica” o “cultura Islamica”. Questi sono termini <oxymoronic>. Servono solo a legittimare e dare importanza a un culto di morte e dar credito ad uno psicopatico. Dobbiamo vedere l’Islam come un pericoloso sovrasviluppo di questi culti pericolosi e Muhammad come un folle capo-culto. Questo è il solo, corretto punto di vista sull’Islam.

I membri di un culto non sono persone normali. Anche se sotto ogni altro aspetto sono persone sane ed alcuni di loro possono persino essere dei geni, loro pensano e si comportano in maniera psicotica quando c’è di mezzo il loro credo. Mantenere l’immagine del culto è l’obiettivo primario di ogni suo membro. Non esiterebbero a mentire o persino a prendere la colpa su di sé per mantenere l’apparenza e ritrarre il loro culto nella migliore delle luci. Allo stesso tempo non esitano a commettere crimini per farlo progredire.
I cultisti hanno menti molto ben definite ma intricate. Il culto per loro è la verità assoluta e lo scopo ultimo dell’esistenza. Moralità ed etica divengono relative e sono dominate dalle idee del culto. I cultisti perdono la nozione di giusto e sbagliato. Atti malvagi condannati dalla Regola d’Oro diventano legittimi se servono la loro causa. Ho avuto discussioni con Musulmani che denunciavano apertamente la Regola d’Oro (definendola ironicamente un culto) e hanno affermato che giusto e sbagliato, bene e male dovrebbero essere misurati sulla base di ciò che Muhammad ha fatto e non secondo gli standard della Regola d’Oro perché, sostenevano, è lui che ha posto lo standard. Secondo questa definizione mentire, assassinare, rubare e persino stuprare sono atti giusti e divini in quanto sono stati messi in pratica da Muhammad e hanno contribuito all’avanzamento della sua causa.

Quindi come vedete, non esistono Musulmani completamente razionali. Anche il Musulmano più meraviglioso e caritatevole, quando si tratta di difendere gli interessi dell’Islam, diventa simile a uno psicopatico senza neanche rendersi conto della trasformazione. La sua razionalità viene improvvisamente soppressa ed egli sottomette volontariamente la sua intelligenza a Muhammad, che era uno psicotico criminale. Comincia a mentire; chiude gli occhi per non vedere il male perpetrato dai suoi simili e specialmente dal suo profeta. E’ sconvolgente il fatto che i Musulmani non siano turbati dal fatto che Muhammad era un pervertito tale da arrivava a giacere con qualsiasi donna egli desiderasse.

Sahih Bukhari Volume 5, Libro 59, Numero 524

I Musulmani dissero fra di loro, ‘Forse Safiyah diverrà una delle mogli del Profeta o semplicemente una schiava e parte delle sue proprietà?”


Ishaq:515

“Muhammad comandò che Safiyah fosse tenuta dietro di lui e gettò la sua tunica su di lei. Allora i Musulmani seppero che l’aveva scelta per se.”

Non li infastidisce sapere che ha stuprato donne prese prigioniere durante la guerra nello stesso giorno in cui questi ha torturato ed assassinato i loro mariti. Non sono neanche turbati dal fatto che Muhammad ha fatto sesso con una bambina di nove anni e invece fanno di tutto per razionalizzare questi atti così palesemente malvagi. Quale specie di persone normali potrebbero mai accettare un simile mostro come profeta? Se lui non è uno psicopatico lui, allora chi lo è?

Un Musulmano può condannare i terroristi soltanto davanti ai non-Musulmani per fornir loro una buona impressione dell’Islam ma accenna approvazione per ciò che fanno e giustifica financo i loro crimini con ogni sorta di ginnastica mentale e razionalizzazione. Questa non è soltanto ipocrisia ma è psicosi. I Musulmani sono genuinamente incapaci di riconoscere questa doppiezza e questi doppi standard. L’obiettivo è quello di promuovere l’Islam e il fine giustifica i mezzi. Un Musulmano non passa nemmeno un minuto della sua vita a mettere in discussione il perché crede in quello che crede. Se lo facesse abbandonerebbe l’Islam.

L’Islam è una menzogna. La triste verità è che questa menzogna è così diffusa che chiamarla per quella che è come gridare che il re è nudo mentre tutti gli altri lodano la bellezza del suo manto. “Solo un pazzo non può vedere la bellezza dell’Islam”, è ciò che i Musulmani continuano a ripetersi l’un l’altro da 1400 anni e fino ad oggi tutti coloro che hanno osato dire la verità sono stati chiamati lunatici, o uccisi, o entrambe le cose. Come si può andare contro una menzogna così vastamente creduta e fieramente protetta? Nessuno può dimostrare che l’Islam sia una religione ma dal momento che tutti credono in questa menzogna si finirà per essere considerati pazzi solo per aver detto la verità. Sei tu il pazzo lunatico se dici quello che è ovvio in mezzo a dei pazzi lunatici.

La mia risposta alla tua domanda è che non vi è distinzione tra “buoni Musulmani” e cattivi Musulmani. I Musulmani sono Musulmani e tutti loro accettano i dettami dell’Islam e la Jihad è uno di questi. La Jihad è terrorismo e qualunque Musulmano che dice di essere contro il terrorismo sta mentendo oppure non conosce l’Islam (e fortunatamente la maggior parte di loro rientrano in questa seconda categoria). Oppure dice così per ingannarvi. I Musulmani non possono essere contrari alla Jihad o non sono veri Musulmani. Dovete vedere attraverso la <veneer> dell’inganno per scoprire la realtà sull’Islam.

“La guerra è un gioco di inganni” ha detto il profeta dell’Islam. L’inganno e il terrore sono le due braccia della Jihad Islamica. Così come il terrorismo viene adottato da una parte, dall’altra viene imbastito questo gioco di inganno. Questa è la diplomazia dell’Islam. Ogni paese ha un braccio militare ed uno diplomatico. L’Islam è un movimento politico, e necessita sia di militanza che di diplomazia.

Quindi abbiamo un gruppo di Musulmani che cerca di ucciderti ed un altro che cerca di ingannarti, consapevolmente o meno. L’uno getta lana sui tuoi occhi così che tu possa credere che l’Islam significa pace a l’altro ti pugnala alle spalle non appena hai abbassato la guardia. Quale dei due sia il più pericoloso sta a te deciderlo.

Man mano che il braccio militare della Jihad Islamica diventa più letale, la sua controparte ingannevole diventa più subdola. Ciò è necessario perché devono bilanciare l’effetto negativo che i terroristi Islamici provocano e ritrarre l’Islam come una religione di pace. L’obiettivo è quello di salvaguardare l’Islam a tutti i costi. La cooperazione tra i Jihadisti e gli ingannatori può addirittura essere inconscia. In effetti i Musulmani sono estremamente ostili fra loro e spesso si rifiutano a vicenda come eretici. Ciononostante tutti loro lavorano per lo stesso obiettivo e questo è quello di promuovere l’Islam, ciascuno a modo loro, a seconda della loro comprensione e capacità.

Un buon esempio di questo braccio ingannevole della Jihad è il sito freemuslims.org. Questo sito è così ingannevole che persino io per qualche tempo mi sono interrogato circa il loro scopo. Si sono dati parecchio da fare per cercare interviste presso radio e televisioni, denunciando il terrorismo e condannando l’Islam militare. Questo è ciò che hanno scritto:

“La Coalizione dei Musulmani Liberi contro il Terrorismo non cerca di cambiare i dettami della religione. Ciononostante, la Coalizione crede che il Corano mostri solo principi generali di governo che lascino i fedeli con una sostanziale flessibilità per modernizzare le pratiche ed i credi Musulmani più in voga.”

La prima frase di questo paragrafo non è nient’altro che rossetto per ingannare gli occidentali più creduloni, coloro per i quali è stato concepito il loro sito. La verità è che il Corano non lascia ai fedeli nessuna flessibilità o possibilità di modernizzarsi. Il Corano dice enfaticamente:

Corano 5:3

“In questo giorno ho perfezionato per voi la vostra religione, completando il Mio favore su di voi, e scegliendo l’Islam come vostra religione.”

Cercare di cambiare il Corano o di “modernizzarlo” è considerato “bid’a” (innovazione) e comporta una severa punizione ed è visto come eresia.

Continuano:

“La Coalizione cerca di incoraggiare il dialogo tra Musulmani riguardo ad ogni aspetto della loro religione e come questa si applica all’era moderna. La mancanza di volontà delle istituzioni religiose di considerare l’ammodernamento della fede ha relegato la maggioranza dei Musulmani ad una condizione da terzo modo ed in molti casi ad una esistenza medievale.”

Al di là del fatto che il loro sito non ha un forum di discussione, non è nemmeno rivolto ai Musulmani. E’ in inglese e sollecita interviste con i media occidentali. L’obiettivo non è di incoraggiare nessuna discussione tra Musulmani ma di cullare gli occidentali nella convinzione che anche l’Islam abbia una frangia pacifica. Il pensiero di discutere sulla modernizzazione dell’Islam non passa neanche per la testa ai Musulmani.

Il sito prosegue nel dire:

“Coloro che cercano il cambiamento sono spesso spaventati di parlare a causa della natura violenta ed aggressiva dei Musulmani che lo rifiutano. Il silenzio dei pacifici Musulmani ha avuto la conseguenza della presa in ostaggio dell’Islam da estremisti e da terroristi. Tutto ciò deve cambiare.”

L’elusivo messaggio sottostante a questa linea di pensiero è che l’Islam sia essenzialmente pacifico ma che sia stato sovvertito dagli estremisti e dai terroristi. Questa è una palese menzogna. L’intento di questo sito non è quello di rendere l’Islam maggiormente pacifico. Esiste un solo Islam e questo è l’Islam del Corano. Il motivo per cui i Musulmani violenti ed aggressivi rifiutano il cambiamento è perché questo cambiamento va contro il Corano. Il Corano è un manuale di terrorismo. Ciò può essere dimostrato facilmente leggendolo. L’Islam non può essere cambiato a meno di scartare interamente il Corano. Ed anche allora resta l’impronta di un maniaco e selvaggio capo-culto che ha commesso più crimini di Hitler.

Il sito continua:

“La Coalizione cerca di dar voice a questi riformisti e sfida senza paura gli estremisti e coloro che giustificano il terrorismo.”

L’Islam non può essere riformato. Come si può riformare qualcosa che viene creduta essere perfetta? Gli autori di freemuslims.org lo sanno bene. Perché mai il loro sito non è in Urdu, in Arabo o in Indonesiano? Sanno che non avrebbero molta presa sui Musulmani. Questi auto-proclamati “riformatori impavidi” sono dei pazzi o degli ingannatori. Il loro sito è stato creato per istupidire gli occidentali. Il coraggio sta nell’affrontare la verità e non nel mascherare una menzogna.

La tua ricerca per scoprire quale percentuale di Musulmani supportino il terrorismo e quale percentuale ami la pace, è vana. Non vi è nessuna linea che divida i Musulmani e se vi è, questa linea è vaga e priva di definizione. I Musulmani, quando pensano come normali esseri umani, aborriscono le uccisioni e la violenza. E’ umano desiderare la pace e il benessere per i propri simili. Ma quando questi stessi Musulmani pensano da Musulmani, non possono che approvare il terrorismo e tacitamente supportarlo. Per i Musulmani la religione viene prima e l’umanità dopo. Persino le loro vite e quelle dei loro figli sono secondari; perché dunque dovrebbe importar loro qualcosa delle vite nostre e di quelle dei nostri bambini? Dopotutto, loro sono le persone sulla retta via e noi siamo gli infedeli destinati all’inferno. Perché dovrebbero essere più gentili con noi di quanto non lo sia Allah che ci ha creati per essere legna da ardere?

Non abbiamo altra scelta se non di distruggere l’Islam. Non lasciate che i cosiddetti “Musulmani pacifici” vi ingannino. L’Islam è il nemico e deve essere distrutto. L’Islam vuole distruggerci anche attraverso l’inganno. Dobbiamo essere preparati e difenderci. Siate pronti, giocate d’anticipo e colpite prima di essere colpiti. Nel mentre, cercate di salvare i Musulmani sperduti e di riportarli alla luce dell’umanità. Non crediate all’insulsaggine della riforma. Non è che un altro trucco Islamico. Non accettate niente di meno della totale distruzione dell’Islam. Ricordate, l’Islam non vi tollera, e anche voi non dove tollerarlo.

postato da: Labieno alle ore 15:45 | Permalink | commenti (3)
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