| ISLAM: FINI, NELLE MOSCHEE LA PREDICA SIA IN ITALIANO |
| RIETI - "Nelle moschee la predica deve essere fatta in italiano, perché ognuno prega il suo Dio come vuole ma noi abbiamo il diritto di sapere cosa accade lì dentro. Dobbiamo sapere se si prega Allah o si semina odio". Lo ha dichiarato il leader di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini, nel corso di un comizio a Rieti. |
(ANSA)
Predicare Allah e seminare odio sono sinonimi.
Tolti i soldi ai Comuni per darli ai rom
Padova, sgomberato il centro sociale Gramigna
Padova - Con un blitz all’alba, il Comune di Padova, coadiuvato dalle forze dell’ordine, si è riappropriato dello stabile pubblico occupato dal 2001 dal centro popolare "Gramigna". Il "Cpo Gramigna" è noto per essere stato frequentato in questi anni da numerosi personaggi coinvolti poi nelle inchieste sulle nuove Br. L’edificio, in via Retrone, nella zona di Monta, era una volta sede di una scuola pubblica. Era stato occupato dai giovani del movimento antagonista nel 2001. Stamani lo stabile era vuoto, e le operazioni di riappropriazione da parte del Comune sono avvenute senza difficoltà. Sul posto, per motivi di sicurezza, sono giunti comunque uomini di polizia e carabinieri. Recentemente il sindaco di Padova, Flavio Zanonato, aveva presentato una denuncia alla magistratura per chiedere che la sede del Gramigna potesse tornare in mano pubblica.
La protesta degli antagonisti Una quindicina di giovani appartenenti alla "Cpo Gramigna" hanno inscenato una manifestazione di protesta poco distante dalla sede del centro popolare sgomberato stamane a Padova dal comune e dalle forze dell’ordine. I manifestanti hanno affisso ai lati di una trafficata rotonda stradale, nella zone di Padova Ovest, due striscioni nei quali sta scritto, tra l’altro: "Zanonato usa le ruspe per restituire gli stabili alla città. Apriamo spazi di libertà". In un altro manifesto i giovani affermano che "l’ennesimo sgombero del Gramigna in 20 anni di lotte non fermerà la sua resistenza". I ragazzi del Gramigna, che avevano in gran parte già liberato dei propri oggetti e degli impianti lo stabile occupato, presagendone l’imminente sgombero, hanno annunciato per domani mattina un presidio nel centro città.
(Il Giornale)
Dovrebbero essere sgombrati e demoliti TUTTI questi covi di SOVVERSIONE e propaganda TERRORISTA,spaccio di DROGA e tante altre cosucce.
L’Italia dei minareti senza controllo
(Il Giornale)

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UN ALTRO IMAM INDAGATO, ANALISI SULLE SOSTANZE |
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PERUGIA - C'é anche l'imam di una piccola moschea di Pierantonio di Umbertide (Perugia), non lontano da Ponte Felcino, tra gli indagati dell' inchiesta condotta dalla Procura di Perugia sul terrorismo islamico. Nell' abitazione dell' uomo è stata eseguita una perquisizione ed è stato sequestrato materiale che è ora all'esame degli investigatori. |
Questi sono esempi di una pratica nota come Taqiya, che essenzialmente significa mentire nell’interesse dell’Islam.
Lo scopo è quello di ingannare i miscredenti riguardo all?Islam, con l?esplicita intenzione di instillare dubbi e preoccupazioni riguardo all?Islam, e incoraggiare le conversioni. La Taqiya è alla base della propaganda Musulmana presente oggi in Occidente, a partire dall?affermazione secondo cui l?Islam promuoverebbe l?uguaglianza di diritti per le donne, fino ai tentativi di incrementare il numero percepito di Musulmani.
Tutto questo è concepito con lo scopo di portare più persone possibili all’Islam, con la carota o con il bastone. L’esempio precedentemente illustrato dell’Imam Durham che arriva ad affermare di sentirsi obbligato dalla sua religione a impedire a un vandalo di distruggere le proprietà di una chiesa o di una sinagoga è un classico esempio di taqiya. Questo genere di affermazioni vengono diffuse in pubblico con l’esplicito intento di presentare aspetti della religione Islamica che non riflettono la realtà. Certamente l’atteggiamento storico dei Musulmani verso le chiese o le sinagoghe NON E?’stato quello di proteggerle dal vandalismo, anzi, piuttosto è stato il contrario. Ma simili menzogne devono essere proferite in pubblico per presentare l’Islam in una luce positiva e tollerante in modo da risultare appetibile agli Occidentali, in modo da far loro credere che l’immagine dell’Islam come religione intollerante e violenta è soltanto un mito creato dai nemici per diffamare la Vera Fede.
Non si può altrimenti spiegare l’assurda affermazione del presidente dell’UCOII Mohammed Nour Dachan, secondo cui “magari i Musulmani fossero trattati nei paesi che si rifanno a Dio come i Cristiani sono trattati nei paesi Musulmani”. link sul forum dei GMI
. (leggete i commenti dei partecipanti, e notate quanti sono stati censurati) .
Questa sorta di santificazione della disonestà è anche giustificata agli occhi di molti Musulmani sulla base della diffusa convinzione che chiunque si opponga all’Islam sta mentendo. Per molti Musulmani, è assolutamente inconcepibile che chiunque, possa rifiutare l’Islam sulla base di ragionamenti logici o razionali, di conseguenza l’insistere denota una mancanza di intelligenza o di moralità da parte dell’infedele. Schuon ci illumina significativamente su quest’atteggiamento dei Musulmani: Le basi intellettuali e quindi razionali - dell’Islam hanno l’effetto nel Musulmano medio di provocare la curiosa tendenza a credere che i non Musulmani o sappiano che l’Islam è la verità e che quindi la rifiutino per pura ostinazione, o siano semplicemente ignoranti riguardo ad esso e che possano essere convertiti da spiegazioni elementari; il fatto che qualcuno possa volersi opporre all’Islam con coscienza pulita eccede di gran lunga l’immaginazione Musulmana, precisamente perchè l’Islam coincide nella loro mente con l’irresistibile logica delle cose. Questa testimonianza ci elucida su molte cose che costoro che hanno regolarmente a che fare con i Musulmani possono facilmente osservare da soli. Spiega perchè la difesa degli apologeti dell’Islam è così spesso molto elementare, quasi fanciullesca, e spesso si riduce ad insultare l’infedele che ha confutato gli argomenti Islamici (anche i rossi). Ci illumina sul perchè molti Musulmani lodino pomposamente la “logica” e la “razionalità” dell’Islam mentre allo stesso tempo difendono la loro fede con ragionamenti circolari ed altri errori di logica. E’ per questo che i Musulmani possono, senza alcuna apparente ironia, affermare che l’Islam è una “religione di pace”, anche quando la testimonianza sia della Storia che delle cronache di questi anni ne è una prova contraria.
Per molti Musulmani, l’idea che un infedele possa rifiutare l’Islam a causa di una sincera ricerca della verità è assolutamente inconcepibile. Di conseguenza, l’infedele deve star mentendo quando lui o lei presentano fatti ed argomenti contro l’Islam e l’infedele deve essere particolarmente abile e bravo a mentire quando i fatti e gli argomenti non possono essere controbattuti dal Musulmani. Ergo, ecco il ricorso alla Taqiya per deviare le menzogne dell’infedele così che la logica della verità, definita a priori come esclusivamente Islamica, possa prevalere. (stesso concetto comunista)
La Taqiya va al di la del semplice scopo di propaganda. L’origine etimologica della parola significa per proteggersi da, per mantenere (se stessi). Include quindi anche la dissimulazione da parte dei Musulmani nel dare l’apparenza di non essere religiosi, in modo da non creare sospetti. Sotto queste mentite spoglie un Musulmano, se necessario, può mangiare carne di maiale, bere alcolici, e persino rinnegare verbalmente la fede Islamica, fintanto che “non lo intenda nel suo cuore”. Se il risultato ultimo di una menzogna è percepito dai Musulmani come utile per l’Islam o utile a portare qualcuno alla sottomissione ad Allah, allora la menzogna può essere permessa attraverso la Taqiya. Come al-Tabbarah scrive, Mentire non è sempre un male; vi sono occasioni in cui dire una menzogna è utile e contribuisce maggiormente al benessere generale, o alla riconciliazione tra le persone, che non dire la verità. Riguardo a ciò il Profeta diceva:
Non è falsa una persona che (attraverso le menzogne) facilita la conciliazione tra le genti, supporta il bene o dice ciò che è buono.
Il concetto di Taqiyah si trova anche nel Corano:
Corano 3:2
Che i fedeli non prendano per amici o protettori gli Infedeli al posto dei fedeli: se qualcuno lo facesse, in nulla vi sarà aiuto da Allah: eccetto come precauzione, così che possiate guardarvi da loro. Ma Allah vi avverte di ricordarLo; perchè l’obiettivo finale è Allah.
Qui, ai Musulmani si sconsiglia di prendere infedeli per amici, a meno che questo non possa beneficiare i Musulmani con il fine di difendere l’Islam contro i suoi nemici (o percepiti come tali), o prevenire perdite, o proteggere i Musulmani da chi li minacci per la loro fede. In altre parole, il fine giustifica i mezzi. Se un Musulmano deve dare l’apparenza esterna di non esserlo, o deve andare contro il principio generale di non avere infedeli per amici, allora questo è accettabile secondo la dottrina della taqiya. Tenete a mente che ciò che viene definito come “buono” da un Musulmano serio sarà qualsiasi cosa che aiuti la diffusione e l’eventuale trionfo dell’Islam sopra le altre ideologie o religioni. (stessa aspirazione dei comunisti)
In quanto tale, questo qualcosa tenderà ad avvantaggiare l’infiltrazione dei paesi non-Musulmani e delle istituzioni che potrebbero pretendere di supportare il paese di cui fanno parte, ma che in effetti stanno lavorando alle loro spalle con lo scopo ultimo di far trionfare la religione Mohammediana.
Degli ovvi indici dello stadio di avanzamento di questo genere di attività potrebbero essere il numero e la posizione dei membri Musulmani delle forze armate Americane, alcuni dei quali sono stati arrestati mentre cercavano di trasmettere informazioni ad al-Qaeda e altre organizzazioni terroristiche Islamiche.
Forse un altro fattore relativo alla dissimulazione di sé è la tendenza Islamica volta a scoraggiare l’aperta ricerca su di essa (la fede Islamica), o qualsiasi ricerca che non sia condotta da una qualche sorta di autorità religiosa Musulmana o da un Musulmano già edotto sui dogmi Islamici. Questo appare chiaramente nella diffusa convinzione secondo cui il Corano non possa essere tradotto in una lingua diversa dall’Arabo.
In accordo ai più rigidi insegnamenti Islamici, quando il Corano viene tradotto in un’altra lingua, esso cessa immediatamente di essere il vero Corano, diventando piuttosto un documento che possiede un miscuglio di pensieri e parole umane inframmezzate ad esso (presumibilmente come risultato del processo di traduzione). Solo il Corano in Arabo, secondo l’Islam, è la vera parola di Allah. Di conseguenza, vi sono milioni di Musulmani in tutto il mondo che non conoscono l’Arabo, e che, quando rispondo alla chiamata alla preghiera dei muezzin e ascoltano il Corano cantato in Arabo, non hanno la più pallida idea di cosa venga davvero detto. Queste persone devono affidarsi a un Imam o altro capo religioso per sapere cosa dice il Corano, e cosa davvero significa. Attraverso ciò, l’Islam mantiene il controllo di milioni di Musulmani non-Arabi che devono affidarsi a persone che parlano l’Arabo per sapere che cosa insegna la loro religione e cosa dice il loro libro sacro. A causa di questi insegnamenti, l’Islam può essere paragonati ad altri culti del controllo come i Testimoni di Geova (che vengono incoraggiati a leggere solo quello che pubblica la Società Watchtower) o altri culti dove l’esame indipendente delle dottrine della religione è scoraggiato o proibito. Questo atteggiamento è esattamente quello che viene presentato nei testi Islamici. (bisogna anche domandarsi in base a cosa avvengono le conversioni se il “soggetto” non ha la possibilità di studiare e verificare da se stesso. Che siano “forzate” come avveniva per il cristianesimo 600 anni fa?)
Nel Corano, scopriamo che i Musulmani vengono scoraggiati dal presentare domande difficili sulla loro stessa religione e il motivo è, che se lo facessero potrebbero perdere la fede nell’Islam:
Corano 5:102-103
O voi che credete! Non ponetevi domande su ciò che vi è stato reso chiaro, ciò può crearvi problemi. Alcuni prima di voi si sono posti queste domande, e per causa di esse hanno perso la loro fede.
Tra le Hadith, abbiamo questo episodio citato in quest’articolo
:
Sahih Bukhari Volume 5, Libro 59, Numero 369:
Narrato da Jabir Abdullah: Il Messaggero di Allah disse, ‘Chi è pronto ad uccidere Ka’b bin al-Ashraf? Ha proferito parole ingiuriose e ha danneggiato Allah e il Suo Apostolo.’ Maslamah si alzò e disse, ‘Vuoi che sia io ad ucciderlo?’ Il Profeta proclamò, ‘Si.’ Maslamah disse, ‘Quindi permettimi di mentire così che io sia in grado di ingannarlo.’ Muhammad disse, ‘Puoi farlo.’”
Questa tendenza contraria al mettere in discussione e alla volontà di studiare i principi dell’Islam ci suggerisce che l’Islam non sia sinceramente interessato alla ricerca della verità (contrariamente a quanto Musulmani che praticano dawah possano dire). Piuttosto, ci fa capire, invece, che l’Islam cerca di sopprimere le sue inconsistenze esterne ed insegnamenti imbarazzanti, cose che potrebbero far dubitare ai Musulmani della loro fede e persino apostatizzare se dovessero insistervi a sufficienza.
http://www.thisislondon.co.uk/news/londonnews/articles/10329634?version=1
Ma Sayful e i suoi amici ridono all’idea di essere i pariah locali. “Le moschee dicono una cosa al pubblico, e qualcos’altro a noi. Diciamo che la faccia che voi vedete e quella che noi vediamo sono diverse”, dice Abdul Haq. “Credimi”, aggiunge Musa, “a porte chiuse, non esistono Musulmani moderati”.
http://www.memri.org/bin/articles.cgi?Area=reform&ID=SP69604
“La prova migliore di ciò che sto dicendo è il congresso mondiale del 1984 su “Gli Sforzi Politici Arabi Non-violenti” in Amman, che non è stato nient’altro che ipocrisia e propaganda. Nei documenti del congresso in Inglese è stato pubblicato il mio discorso, che poi è stato rimosso nell’edizione in Arabo!!! Tutto questo è stato un tentativo di ingannare gli Occidentali, e contemporaneamente non educare gli Arabi alla pace.
http://www.faithfreedom.org/forum2/viewtopic.php?t=1036
Da un articolo di Carlo Panella sul Foglio del 1/9/2005:
Lezioni anticristiane anche ai bambini
(Il Giornale)
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PERUGIA, UNA 'SCUOLA DI TERRORE' IN MOSCHEA |
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PERUGIA - Scoperta a Perugia una "vera e propria 'scuola di terrorismo'". A riferirlo è il direttore dell' Ucigos Carlo De Stefano sottolineando che le indagini di Perugia "hanno evidenziato come nella moschea di Ponte Felcino si svolgesse in maniera continuata addestramento ad azioni con finalità di terrorismo". "Si può quindi affermare che è stata scoperta e disarticolata una vera e propria 'scuola di terrorismo' - ha spiegato De Stefano - che rientra in un sistema operativo di terrorismo diffuso, praticato da piccole cellule che agiscono in maniera autonoma". |