giovedì, 31 maggio 2007

LOTTA CONTINUA CONTRO LA VERITÀ

 

 

Fino a ieri la storia ce l’hanno raccontata gli assassini. Ora che hanno cominciato a scriverla le vittime, narrandoci il dolore di crescere senza padre, di diventare adulti sentendo gli insulti contro chi ti ha generato, ora chi armò gli assassini, anziché ammettere le colpe e tacere, preferisce cercar scuse per sé e per i suoi complici.
Adriano Sofri, il professorino che insegnò la lotta continua a centinaia di ragazzi, in questo è tuttora un maestro. L’altro ieri sul Foglio ha scritto un’intera pagina a commento del libro di Mario Calabresi, il figlio del commissario assassinato da un commando di Lc. Un delitto per cui lo stesso Sofri è stato condannato a 22 anni di carcere. Più di 500 righe per autoassolversi, per dire che quei giovani che sognavano la rivoluzione non erano i migliori, ma neanche i peggiori. Un lenzuolo per sventolare ancora una volta la teoria dell’innocenza perduta per colpa dello Stato, ovviamente scritto in minuscolo. «Nel periodo in cui lo stato faceva male, e noi ci vendicavamo col rincaro delle parole», scrive l’ex capo di Lotta continua, «avemmo per la prima volta davanti agli occhi una vedova, due orfane». Una paginata per spiegare che sì, lui seminò odio, altri sangue, ma lo fecero per la vedova Pinelli e per le sue figlie. Lo fecero perché c’erano tutti quei morti «di stato», nella banca, nella questura. Quello Stato di cui era un «fedele servitore» il commissario Calabresi. Insomma, Sofri e i suoi compagni odiarono e agirono per colpa dello Stato. Persero l’innocenza, inneggiarono al fucile, diventarono terroristi, ma per reazione. Anzi, per difendersi: «Ce n’era abbastanza per agitare le notti dei paladini di vedove e orfani. E un delitto commesso dallo stato è peggio di uno privato».
Uno straordinario esempio di storia piegata alle proprie esigenze, un piccolo capolavoro di ipocrisia e di rimozione. Per Sofri tutto comincia il 12 dicembre del 1969, il giorno dell’attentato di piazza Fontana, una strage di Stato, ovviamente. Per sostenere la sua tesi dimentica la data di fondazione delle Br, che è antecedente all’attentato. Scorda la nascita del primo gruppo che scelse la lotta armata e l’omicidio, la banda XXII Ottobre. Cancella la morte dell’agente Antonio Annarumma, ucciso a Milano durante una manifestazione un mese prima della bomba alla Banca dell’Agricoltura. Rimuove gli attentati contro varie sedi di polizia e carabinieri che accompagnarono il ’69. Ha un’amnesia sugli appelli alla rivoluzione che Potere operaio lanciava alla piazza, al punto che il direttore della rivista fu condannato per istigazione alla rivolta contro lo Stato, resistenza alla forza pubblica, sequestro di persona e danneggiamento.Leggendo ciò che ha scritto, si capisce che per Sofri la lotta continua, in particolare quella contro la verità. L’ex capo di Lc è disposto anche a consegnare alla storia una rivelazione, ossia la richiesta di una mazzetta di omicidi da parte dell’allora direttore degli Affari riservati, Federico Umberto D’Amato. Nel racconto dell’invecchiato leader della rivoluzione, la polizia ritorna assassina: voleva uccidere i militanti dei Nap, i Nuclei armati proletari. E a sostegno della sua tesi cita i compagni «manovrati e trucidati senza scampo» durante una rapina «seguita, se non promossa, dalle forze dell’ordine e lasciata svolgere fino all’uccisione dei suoi autori», «persone specialmente generose, trascinate oltre e contro le proprie convinzioni». Slogan vecchi: «Ps uguale Ss». Non importa se Lc, nel 1975, era ormai finita e di lì a meno di un anno sarebbe scomparsa. Federico Umberto D’Amato si rivolse proprio a lui per eliminare i terroristi. Nessuno ovviamente può confermare: D’Amato è morto, i compagni non sanno o non ricordano. L’unico che spalleggia Sofri in questo delirio giustificazionista è Enrico Deaglio, o meglio Deraglio, il direttore del Diario, un militante: prima dice di non saperne nulla, poi si fa tornare la memoria e «crede di ricordare», aggiungendo di condividere la decisione di Sofri di parlare ora: «È legata all’ultima fase di monumentalizzazione della figura di Calabresi, stiamo assistendo ad una riscrittura della storia così ufficiale, sigillata e ipocrita».
Gli ex capi di Lotta continua non possono accettare che le vittime raccontino gli anni di piombo, che riscrivano una storia che finora è stata narrata solo dagli ex terroristi. Non si può dire che furono ammazzati dei servitori dello Stato, delle persone perbene e oneste. Non si può svelare che il terrorismo ha per padri un pugno di giovanotti che avevano in sprezzo le vite altrui perché sognavano la dittatura del proletariato. Accettare la banalità del male, il delirio che stava dietro la rivoluzione, è uno sforzo troppo grande per questi comunisti ingrigiti. Non possono riconoscere le loro colpe – senza se e senza ma – perché sarebbe come ammettere che loro non sono la meglio gioventù, ma la peggior vecchiaia. Continuino a cullarsi nella menzogna dello Stato che armò il terrorismo, ma almeno lo facciano in silenzio.

Maurizio Belpietro (Il Giornale)

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mercoledì, 30 maggio 2007

Iraq, Moqtada al Sadr: ''Cristiane indossino il velo''

La donna che non ubbidisce, si legge in una lettera firmata dagli estremisti islamici, ''è un'adultera che sfida Allah''. Gravi conseguenze come la segregazione in casa per chi trasgredisce l'editto. A dare la notizia, attraverso il Sir, è stata l'agenzia assira Aina

(Adnkronos) - Le donne cristiane irachene saranno costrette a indossare il velo pena gravi conseguenze come la segregazione in casa. E' quanto affermano gli estremisti islamici dell'esercito del Mhadi che fa capo all'imam radicale Moqtada al Sadr. A dare la notizia oggi, attraverso il Sir, è l'agenzia assira Aina che riporta la traduzione di una lettera firmata dall'esercito del Mahdi, la milizia di Moqtada al-Sadr, l'imam radicale sciita iracheno, diffusa in questi giorni nella capitale irachena.

Nella lettera vengono riportate le parole del martire Mohammad Sadiq al-Sadr. ''La Vergine Maria - afferma - era senza velo, così che alle donne cristiane sia concesso la stessa cosa? E Fatima al-Zahara era senza velo? E le spose dei Califfi nel primo Califfato e dei successivi erano senza velo? No e poi no… Allah lo vieta''. La lettera prosegue affermando che la donna che non indossa il velo ''è un'adultera'' che ''sfida Allah e il suo Profeta e ignora e nega la religione''.

Le misure da prendere contro costoro, si legge nel testo, sono che il padre o il marito ''le ordinino, in modo cortese, di astenersi da ciò che è proibito''. ''Se rifiuta - continua - allora sia guidata ed educata così da essere convinta. Se non convinta, allora deve essere segregata in casa e non esposta a contatti proibiti con uomini''. La lettera termina con l'avviso che ''sono stati creati dei comitati speciali per seguire la vicenda''.

Si tratta dell'ennesimo attacco alla minoranza cristiana presente nel Paese che già da tempo sta subendo attacchi, vessazioni, persecuzioni a causa della propria fede. Una situazione che è stata denunciata ripetutamente in queste settimane dai leader della Chiesa cattolica irachena, fra l'altro sono stati già rapiti e poi rilasciati diversi sacerdoti mentre le chiese sono state oggetto di aggressioni e di attacchi mirati, di intimidazioni. Un'ampia parte dei circa 800 mila cristiani presenti in Iraq prima dello scoppio delle ostilità nel 2003 ha già lasciato il Paese scegliendo la via dell'emigrazione o nei Paesi confinanti o verso l'Europa.




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domenica, 27 maggio 2007

Corano e Mein Kampf hanno contenuti molto, molto simili. Non ci credete? Analizziamoli insieme:

Kampf: Sostiene che i tedeschi siano la razza superiore e che la Germania è destinata a dominare il mondo, ed a dominare tutte le altre razze o nazioni.
Corano: Sostiene che l'Islam ed i musulmani siano superiori al resto dell'umanità e che l'Islam è mandato da dio a conquistare il mondo e dominare tutte le altre religioni

Mein Kampf: Lo stato e le sue leggi devono avere il controllo su ogni aspetto della vita dei propri cittadini. Tutti dovranno sottomettersi a tali regole
Corano: L'islam e la sharia devono avere il controllo su ogni aspetto della vita. Tutti dovranno sottomettersi a tali regole.

Mein Kampf: I tedeschi hanno il dovere di reclamare il posto che dio ha assegnato loro nel mondo, a qualunque costo. La lealtà al "Volk" (popolo, razza), viene prima di qualsiasi altra considerazione di tipo etico.
Corano: I musulmani hanno il dovere di praticare la Jihad e di estendere il dominio dell'islam sul mondo intero, a qualunque costo. La lealtà all'Islam viene prima di ogni altra considerazione etica.

Mein Kampf: Gli uomini sono superiori alle donne e la vita delle donne deve essere limitata alla procreazione, alla casa ed alla cucina.
Corano: Gli uomini sono superiori alle donne e la vita delle donne deve essere limitata alla procreazione, alla casa ed alla cucina.

Mein Kampf: Gli omosessuali sono "traditori della razza" e dovrebbero essere condannati a morte (molti lo furono davvero)
Corano: Gli omosessuali sono "traditori di Allah" e dovrebbero essere condannati a morte (molti lo sono davvero)

Mein Kampf: propone un piano dettagliato per la conquista del mondo, incluse le regole precise con cui i popoli sottomessi dovranno essere dominati dalla razza germanica. Sostiene che le proprietà, i beni, e la stessa vita dei popoli sottomessi appartengono ai tedeschi di diritto. Sostiene che i non tedeschi non debbano avere diritti civili.
Corano: propone un piano dettagliato per la conquista del mondo, incluse le regole precise con cui i popoli sottomessi dovranno essere dominati dagli islamici. Sostiene che le proprietà, i beni, e la stessa vita dei popoli sottomessi appartengono ai musulmani di diritto. Sostiene che i non musulmani non debbano avere diritti civili (a dire il vero, queste parti sono reperibili nella sunna o negli hadith, ma traggono comunque fondamento teologico dal Corano)

Mein Kampf: Divide il mondo in "territori tedeschi" e "territori nemici". Sostiene che i territori abitati da tedeschi o in cui i tedeschi abbiano un tempo abitato appartengano di diritto alla Germania, e che la Germania abbia il diritto/dovere di riappropriarsene, con ogni mezzo necessario.
Corano: Divide il mondo in "Dar Islam" e "Dar Harb (Territori nemici)". Sostiene che i territori abitati da Musulmani o in cui i Musulmani abbiano un tempo abitato appartengano di diritto alla "Dar Islam", e che i musulmani abbiano il diritto/dovere di riappropriarsene, con ogni mezzo necessario.

Mein Kampf: Dà la colpa agli ebrei per ogni problema, e promette che saranno sterminati.
Corano: Dà la colpa agli ebrei per ogni problema., e promette che saranno sterminati ("Il profeta - sallallâhu ’alayhi wa sallam - disse: "Il giorno del giudizio non verrà finchè i musulmani non combatteranno gli ebrei e li uccideranno. Quando un ebreo si nasconderà dietro una roccia o un albero, esso dirà: 'O musulmano, oh servo di Allah! C'è un ebreo dietro di me, vieni ed uccidilo'. Tutti gli alberi faranno così, eccetto al-Gharqad, perchè quello è l'albero degli ebrei( Ahmad)

Somiglianza incredibile,non trovate?

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venerdì, 25 maggio 2007

Prendiamo esempio dalla Svizzera: http://www.minareti.ch/

Iniziativa popolare federale

Contro costruzione di minareti

"La raccolta delle firme per l'iniziativa "contro l'edificazione di minareti" è iniziata il 1° maggio 2007. L'iniziativa contiene una richiesta chiara: "L'edificazione di minareti è proibita". L'iniziativa vuole aggiungere questa richiesta al già esistente articolo 72 della Costituzione federale. Questo articolo 72 attribuisce alla Confederazione e ai cantoni la responsabilità per la tutela della pace religiosa in Svizzera"

Molto interessante è anche il volantino che è possibile scaricare: http://www.minareti.ch/fileadmin/webfiles/images/flyer-i.pdf

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venerdì, 25 maggio 2007

 

IRAQ: RAID A BASSORA, BRITANNICI UCCIDONO LEADER ESERCITO DEL MEHDI

Bassora, 25 mag. - (Adnkronos) - I militari britannici hanno ucciso in un attacco mirato il leader dell'Esercito del Mehdi a Bassora, Abu Qader. L'uccisione e' avvenuta proprio nel giorno in cui e' ricomparso in Iraq, dopo oltre tre mesi di assenza, l'imam radicale sciita a cui fa riferimento l'Esercito del Mehdi, Moqtada al Sadr.
Uno per uno.
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giovedì, 24 maggio 2007

Mentre Ansa, Adn Kronos, TgCom e molti altri danno la notizia in maniera incompleta, una volta tanto dal Televideo RAI emerge un particolare di FONDAMENTALE IMPORTANZA: i nostri giudici sono talmente pigri, indolenti e suicidi da non aver voglia di andare a  cercare le prove per sbattere dentro per sempre - come meriterebbe - un terrorista. Che fanno quindi? Lo assolvono.

TERRORISMO, ASSOLTO   EX IMAM DI VARESE    

Assolti dall'accusa di terrorismo in-   ternazionale l'ex imam di Varese, Abdelmajid Zergut, con due coimputati per la stessa accusa. I tre erano accusati di essere vicini  al Gruppo islamico combattente marocchino, ma il Pm -oltre alla difesa- ne  ha chiesto l'assoluzione per le lungaggini burocratiche con le autorità giudiziarie straniere e la conseguente impossibilità di ricostruire le prove necessarie alla condanna.

 

Siamo in mano a degli imbecilli.

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mercoledì, 23 maggio 2007

 

Iraq, arrestato leader di Al Qaeda a Baquba

Baghdad, 23 mag. (Adnkronos/Dpa) - Uno dei leader di al Qaeda in Iraq, Ahmed Mazhar al-Azzawi, è stato arrestato a Baquba , 60 chilometri a nord est da Baghdad, durante un'operazione congiunta fra forze americane e irachene. Lo afferma il quotidiano di stato al-Sabahr, spiegando che l'arresto è avvenuto ieri in seguito ad informazioni d'intelligence.


E vai, un altro bastardo di meno.

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domenica, 20 maggio 2007

Il Profeta Maometto era un pedofilo. Tutti i musulmani conoscono, ma molti fanno finta di non sapere, la storia di Aisha, che già altre volte ho citato: sposata a 6 anni, fu stuprata da Maometto a 9; d'altra parte, quando un uomo di oltre cinquant'anni va a letto con una bambina, che cos'è se non pedofilia?

Ecco un video http://www.youtube.com/watch?v=ZS_WakLDBes che ha il pregio di riportare precisamente tutti i numerosi testi islamici che provano e confermano tutto questo. Sono gli stessi documenti musulmani a condannare quindi Maometto all'infamia.

Maometto è l'esempio del buon musulmano: ne vorreste vicino a voi uno zelante nel seguire le sue orme?

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domenica, 20 maggio 2007
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giovedì, 17 maggio 2007

Riporto questa notizia di un paio di giorni fa dal blog di Orpheus (www.orpheus.ilcannocchiale.it):

Centotrenta frustate per aver bevuto due birre: benvenuti ad Infernolandia



130 colpi di frusta in luogo pubblico per aver bevuto due birre: ecco cosa può capitare a chi va in vacanza in Iran.


Questo é successo  ad un norvegese d'origine iraniana Mamand Mamandy, in Iran per rendere visita alla madre residente a Baneh.
Dopo un barbecue con amici e parenti nel quale si era bevuto un paio di birre, è incocciato nei poliziotti, che a “naso” (dubito che abbiano altri mezzi) hanno attestato il reato gravissimo del consumo di ben 2 birre. Immediatamente arrestato Mamandy è stato condannato a 130 colpi di frusta. La sentenza è stata eseguita in pubblico.
E gli è andata bene, malgrado il terribile dolore che gli impediva anche di dormire, è tornato in Norvegia dove è stato curato dal fratello medico.
Meno bene è andata a 15 poveracci iraniani che i mullah hanno deciso di impiccare, con l’accusa di traffico di droga. Più probabilmente come monito a chi in Iran ultimamente sta protestando contro questo spietato regime, in tutto il paese infatti si sono susseguite sommosse e proteste di insegnanti, studenti e donne.
Nessuna nota di biasimo da parte del vicepresidente di emergency Carlo Garbagnati per la deprecabile morte di 15 uomini, che quasi sicuramente avevano come unica colpa, l’essersi opposti al regime di Ahmadinejad, forse perché impegnato in una veglia funebre in ricordo dell'amico  Dadullah. E poi gli aguzzini mica sono americani.

Orpheus

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