giovedì, 26 aprile 2007
Luzzatto (Ucei): ''Per non offendere i musulmani si è scelto di offendere gli ebrei''

 

Olocausto, insegnanti inglesi scelgono di non parlarne

Roma, 26 apr. (Ign) - Insegnanti riluttanti a parlare della Shoah per paura di offendere gli studenti musulmani. Al punto da eliminarla dai programmi di storia per il Gcse, l'equivalente del nostro esame di maturità. Succede in Inghilterra, dove alcune scuole secondarie hanno deciso di non affrontare l'argomento per non offendere i sentimenti degli studenti di religione islamica che negano l'Olocausto.

A riverarlo è il
Teaching Emotive and Controversial History, uno studio commissionato dal ministero dell'Istruzione inglese e diffuso dai maggiori quotidiani e siti web britannici. “In certi contesti particolari -afferma il rapporto - gli insegnanti di storia sono contrari a sfidare le interpretazioni storiche altamente controverse che vengono predicate ai ragazzi all'interno delle loro famiglie, nelle loro comunità o nei luoghi di culto''.

Il documento porta come esempio una città dell'Inghilterra del nord dove alcuni insegnanti hanno deciso di eliminare dai programmi di storia per il Gcse lo studio dell'Olocausto. Tra i motivi, si legge, ''il timore di affrontare le reazioni antisemite e negazioniste degli allievi musulmani''.

Ma non è tutto. In un'altra scuola ad essere bandito è stato invece lo studio delle Crociate, sempre per non turbare la sensibilità dei musulmani ai quali, nelle moschee, viene insegnata una versione completamente diversa di quell'evento storico.

''E' un atteggiamento inammissibile'', afferma ad Ign, testata online del gruppo Adnkronos, il Presidente della comunità ebraica di Roma, Leone Paserman. ''In Gran Bretagna -spiega - dopo gli attentati del 7 luglio 2005 alla metro di Londra, si è assunto un atteggiamento di acquiescenza verso la cultura musulmana. Si crede che in questo modo si possa comprare la non belligeranza dei fondamentalisti islamici e quindi evitare atti terroristici''. A conferma di ciò Paserman ricorda la recente delibera della National Union of Journalists, il sindacato dei giornalisti britannici, che invita al boicotaggio di Israele. ''L'appello è in parte legato al rapimento di Alan Johnston, il giornalista della Bbc rapito a Gaza il 12 marzo scorso. Ma bisogna capire che questi 'stratagemmi' non pagano e non possono evitare attentati e rapimenti'', conclude Paserman.

Per Amos Luzzatto, presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, ''per non offendere i musulmani si è scelto di offendere gli ebrei''. ''Mi chiedo - dice ad Ign - se sia necessario scegliere chi offendere e se sia pedagogicamente corretto decidere di eliminare una delle verità più tragiche e drammatiche della storia dell'umanità''. ''Trovo inconcepibile decidere di abbracciare la campagna recentemente perpetrata dall'Iran, una campagna che ha unicamente uno scopo politico. Negando la Shoah - conclude - si nega la storia, si offendono i sopravvissuti, si offende la memoria delle vittime dei campi di concentramento, si offende la sofferenza di milioni di ebrei''.

Il governo di Londra ha però ribadito che lo studio dell'Olocausto nelle scuole è obbligatorio e che non è stato bandito. Una precisazione che sottolinea come quella citata dal
Teaching Emotive and Controversial History sia da considerarsi un'iniziativa isolata di alcuni insegnanti. Inoltre occorre ricordare che proprio la settimana scorsa l'Unione Europea ha approvato nuove norme contro il razzismo, definendo reato la negazione di crimini contro l'umanità con un preciso riferimento appunto alla Shoah.

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mercoledì, 25 aprile 2007

Cosa si dicono i musulmani fra loro,quando non si preoccupano di infinocchiare qualcuno con la storiella della religione di pace?Diamo un'occhiata al forum di Ummah.com, uno dei più grossi siti internazionali per islamici....

Ecco,parlano di cosette così: Gli apostati possono essere uccisi?

http://www.ummah.com/forum/showthread.php?t=121740

e come vedete,la maggioranza dice sì,tranquillamente.

Gioiscono degli attentati suicidi:

http://www.ummah.com/forum/showthread.php?t=122201

Discutono,beatamente,della pedofilia di Maometto (Che ricordiamo,ha sposato la piccola Aisha di 6 anni, e ha giaciuto con lei quando ne aveva 9.......messaggero di Dio,eh?),giustificandola!!! :

http://www.ummah.com/forum/showthread.php?t=121831

Qui il corpo femminile è descritto come creazione satanica:

http://www.ummah.com/forum/showthread.php?t=121898

Insomma, chi vuole aprire gli occhi, ha un elemento in più. Non credete alla propaganda (Taqiyah) che fanno i musulmani davanti a voi, leggete quel che si dicono fra loro.

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mercoledì, 25 aprile 2007

In questo video, http://www.youtube.com/watch?v=_hBuiSP8X6E l'immonda propaganda del Jihad attuata usando i bambini e riempiendo le loro teste con menzogne,violenza e ideologia di morte.

Religione di pace?

 

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martedì, 24 aprile 2007

 

Cosa prevede la riforma Amato-Ferrero

Milano - Il decreto flussi da annuale diventerà triennale. Una corsia preferenziale per l'ingresso di talenti. Uno sponsor potrà far entrare per lavoro gli immigrati. Le espulsioni saranno più efficaci incentivando la collaborazione della persona. I cpt attuali saranno superati. Queste le principali novità del disegno di legge di riforma sull'immigrazione approvato oggi dal consiglio dei ministri. "Il nuovo provvedimento sull'immigrazione nasce - osserva il ministero dell'Interno - dalla constatazione che la Bossi-Fini ha fallito in questi anni, non riuscendo né a incanalare verso la legalità i flussi di immigrazione illegale, né a contrastarli".

Decreto flusso triennale Una delle novità del provvedimento è la durata del decreto flussi, che fissa le quote di stranieri da ammettere in Italia: da annuale diventerà triennale, in modo da avere una "programmazione più realistica e corrispondente alle necessità di medio-lungo periodo". Si darà maggiore chiarezza alle imprese e alle famiglie interessate all'impiego di manodopera straniera. Si aiuteranno le amministrazioni coinvolte a semplificare le procedure. Ci sarà comunque la possibilità di rivedere annualmente i flussi.

Disco verde per i talenti La riforma introduce un canale privilegiato per l'ingresso in Italia di lavoratori altamente qualificati, al di fuori delle quote fissate per i flussi. Sarà prevista una rapida concessione di un permesso di soggiorno aperto, della durata massima di cinque anni, per i talenti nei campi della ricerca, della scienza, della cultura, dell'arte, dell'imprenditoria, dello spettacolo e dello sport.

Lo sponsor garante Lo sponsor potrà far entrare per lavoro in Italia immigrati, fornendo garanzie di carattere patrimoniale sul loro sostentamento e sul loro eventuale rimpatrio. In questo modo lo straniero potrà entrare regolarmente in Italia per cercare lavoro e il datore di lavoro lo potrà assumere dopo averlo impiegato in prova. Gli sponsor potranno essere enti e organismi istituzionali, associazioni imprenditoriali e professionali.

Espulsioni effettive Per rendere effettive le espulsioni il provvedimento punta a cercare la collaborazione dell'immigrato. Saranno introdotti programmi specifici di rimpatrio volontario e assistito, se l'immigrato collaborerà alla propria identificazione.

Cpt superati Il nuovo modello di espulsioni farà calare il numero di soggetti destinati ai centri di permanenza temporanea, agevolando un progressivo svuotamento di queste strutture. Non dovranno più essere un proseguimento del carcere in altra forma, ma saranno attivate nuove procedure per identificare gli stranieri ed espellerli senza passare per il cpt. Gli stranieri in condizioni di bisogno saranno invece accolti in strutture diverse, di accoglienza vera e propria, non a carattere detentivo, e la permanenza sarà limitata. Ci sarà poi un limitato numero di centri per l'esecuzione dell'espulsione, destinati al trattenimento degli stranieri da espellere che si sono sottratti all'identificazione. Potranno accedere ai centri anche le autorità politiche, le associazioni e i giornalisti.

(da "Il Giornale")

Da oggi l'Italia è ufficialmente in affitto per chiunque. Si dà il via all'ultima parte del piano per distruggere il nostro popolo,la nostra lingua, la nostra storia.

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domenica, 22 aprile 2007
Papa: visita a Vigevano, marocchino denuncia aggressione
Perche' ha esposto una bandiera di benvenuto al Pontefice

(ANSA) - VIGEVANO 21 APR - Un marocchino convertito al cristianesimo ha denunciato di essere stato aggredito a Vigevano da un gruppo di egiziani musulmani. L'aggressione sarebbe stata motivata dal fatto che il marocchino ha esposto sul balcone una bandiera di benvenuto a Papa Ratzinger, che oggi e' atteso nella citta' pavese. L'agguato sarebbe avvenuto ieri sera; il marocchino sarebbe stato insultato in quanto cristiano e accusato di essere un traditore. L'uomo e' stato ferito alla testa con alcuni sassi.

 

La misericordia di Allah si è espressa per mano dei suoi fedeli,non c'è che dire...

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sabato, 21 aprile 2007

Lecito uccidere i peccatori: pasdaran assolti

 

 

I corrotti si uccidono. E se non sono abbastanza corrotti poco importa. La buona fede di un privato e pio carnefice può bastare. Lo reclama la legge islamica e a far giurisprudenza ci pensa la Suprema Corte iraniana. Grazie ad una sua sentenza sei militanti basiji, sei ventenni volontari islamici, sono, da questa settimana, nuovamente liberi. Nuovamente innocenti. Tre tribunali in altrettanti gradi di giudizio li avevano condannati per assassinio. Quelle sentenze sono, per ora, cancellate. Per la Suprema Corte tutti gli uccisi erano peccatori, corrotti, viziosi. Anche le ultime due vittime. Anche i due giovani promessi sposi massacrati per aver passeggiato in pubblico prima del matrimonio. In base al codice penale islamico, spiega la Corte Suprema, il loro sangue può venir liberamente versato.
Capita nell’Iran di Mahmoud Ahmadinejad. Capita a Kerman, ultima grande città prima delle frontiere pakistane e afghane. Lì, cinque anni fa, i sei giovani zeloti divorano il video di un ispirato predicatore. La legge dello Stato da sola non basta a fermare peccatori e corrotti, spiega il religioso, ma dove non arriva la legge può arrivare il buon credente, contribuendo ad eliminare dalla faccia della terra depravati e pervertiti. Quelle parole non si spengono nella dissolvenza di un video. Si propagano e si trasformano in approssimative sentenze di morte. Diciassette “peccatori” vengono ritrovati cadaveri. Cinque di quelle sommarie esecuzioni sono opera dei sei volontari islamici. La banda agisce con metodo. Individua le vittime, ne accerta la riprovevole condotta, emette la sentenza. Poi il peccatore viene rapito e portato fuori città per l’esecuzione. Qualcuno viene lapidato. Qualcuno affoga in un laghetto mentre i suoi carnefici gli siedono sul petto.
La polizia li arresta. I giudici dei tribunali locali li condannano per tre volte di fila. Ma gli avvocati dei sei basiji non si danno per vinti. Si appellano al codice penale islamico, ne rivendicano la piena validità. Ricordano che in base ai precetti religiosi anche l’accusa d’assassinio cade se il colpevole dimostra di aver agito per stroncare la corruzione morale. Gli esperti di diritto islamico, ricordano i legali, riconoscono ai sicari della fede anche il diritto di esagerare. Il diritto di uccidere per errore una persona non sufficientemente corrotta. In quel caso basterà pagare un equo risarcimento. Si chiama “denaro del sangue” e non è una somma teorica. È un vero e proprio risarcimento istituzionale, stabilito annualmente da un ufficiale religioso in base ad inflazione e interessi. Per il 2007 la cifra è stata fissata in 40mila dollari. Forti di questi rilievi gli avvocati difensori chiedono alla Corte Suprema di esaminare la sentenza di colpevolezza emersa nei tre precedenti gradi di giudizio.Tre famiglie delle vittime non attendono neppure il verdetto, intascano “la ricompensa del sangue” offerta dai genitori dei carnefici e si accontentano. Le altre due sono decise a lottare, ma possono soltanto sperare nell’iniziativa dei tribunali di Kerman che emisero le precedenti sentenze di colpevolezza. Se una di quelle tre corti rifiuterà il verdetto e presenterà una nuova richiesta di riesame la Corte Suprema di Teheran dovrà riunirsi in seduta plenaria e sottoporre la sentenza a tutti i suoi cinquanta giudici.
Nel frattempo gli avvocati delle vittime e una larga parte dell’opinione pubblica iraniana protestano a gran voce. Per molti giornali la vera corruzione è quella sentenza capace di sovvertire la certezza della pena. «A Kerman i cittadini hanno perso la fiducia nella giustizia», ricorda Nemat Ahmadi, uno degli avvocati delle vittime.
Ma nel resto del Paese non va tanto diversamente. Nel 2005 un ufficiale delle forze di sicurezza sparò e uccise a sangue freddo un giovane colpevole, a suo giudizio, di aver dato scandalo in una stazione del metrò di Teheran. E nel 2004 a Neka, nel nord dell’Iran, un giudice condannò a morte una ragazzina di sedici anni e la fece immediatamente impiccare. Per quella sciagurata e per le sue colpe, disse, non erano necessari altri gradi di giudizio.

Gian MIcalessin (Il Giornale)

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venerdì, 20 aprile 2007
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venerdì, 20 aprile 2007

Filippine, decapitati 7 ostaggi cristiani dai terroristi islamici

 

 

Manila - Il gruppo estremista musulmano Abu Sayyaf ha decapitato sei lavoratori ed un altro uomo - tutti cristiani - che teneva in ostaggio nell'isola di Jolo, nel sud delle Filippine, ed ha spedito le teste, chiuse in sacchi, a due distaccamenti militari. "Questo è un atto terroristico che deve essere condannato da tutti", ha dichiarato il generale Ruben Rafael, comandante delle forze militari dell'isola di Jolo, annunciando la morte del settimo uomo.

I militanti di Abu Sayyaf hanno conquistato notorietà internazionale quando circa cinque anni fa hanno catturato e decapitato alcuni turisti e dipendenti di istituti religiosi cristiani. Il gruppo continua a organizzare sequestri a scopo di estorsione e l'anno scorso ha decapitato il figlio di un ricco uomo di affari. Dopo l'ultimo sequestro il gruppo Abu Sayyaf ha chiesto il pagamento di un riscatto di cinque milioni di peso (circa 78mila euro) per il rilascio dei sei uomini, che lavoravano per costruire una strada, rapiti sotto la minaccia di armi da fuoco. Il generale ha dichiarato che l'atto terroristico potrebbe essere una rappresaglia in risposta all'offensiva dei militari nella zona, che si protrae da otto mesi, nella quale sono stati uccisi circa 70 ribelli, tra cui anche i due massimi leader di Abu Sayyaf.

Le Filippine hanno dispiegato a Jolo circa 8.000 militari per combattere i militanti di Abu Sayyaf (il gruppo dovrebbe essere composto da circa 400 uomini) e i membri del gruppo locale della rete internazionale di terroristica Jemaah Islamiyah che hanno trovato rifugio tra le montagne dell'isola. Il gruppo è responsabile del peggior attacco terroristico mai compiuto nelle Filippine, quello contro un traghetto nei presso di Manila, nel quale sono morte più di 100 persone.

(Il Giornale)

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venerdì, 20 aprile 2007
Cristiano decapitato in Kashmir
La testa messa in una scatola e lasciata davanti a moschea

 (ANSA)-NEW DELHI, 20 APR - Un cristiano e' stato decapitato in Kashmir da militanti islamici. Lo riferisce l'agenzia Icns della Conferenza episcopale indiana. La testa dell'uomo, Manzoor Ahmad Chat, 33 anni, e' stata messa in una scatola di plastica e lasciata all'ingresso di una moschea lo scorso 14 aprile. Padre Paul Ciniraj, pastore dei ministri della Voce di Salem,ha riferito alla Indian Catholic News Service (ICNS) che "non c'e' dubbio sul fatto che Manzoor sia stato ucciso per la sua fede".(FOTO ARCHIVIO).

 

C'è bisogno ancora di altre conferme?Ecco la Religione di Pace all'opera!

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giovedì, 19 aprile 2007

Sgozzati tre cristiani in Turchia nella casa editrice della Bibbia

 

 

 Istanbul - Una strage contro chi pubblica la Bibbia. In Turchia, a quasi tre mesi dall’omicidio di Hrant Dink, si torna a respirare un clima di dolore e terrore. Ieri mattina a Malatya, città nel nordest dell’Anatolia, tre persone sono state sgozzate nella casa editrice Zirve, che stampa la Bibbia e altri testi legati al Cristianesimo (leggi i precedenti). I tre avevano le mani e i piedi legati e la gola tagliata. Le modalità dell’esecuzione fanno pensare ai fondamentalisti Hezbollah turchi, che sono soliti incaprettare e sgozzare le loro vittime.
Queste ultime sono due turchi, Necati Aydin e Uur Yuksel, e un tedesco, Tilnman Geske, che viveva in Turchia dal 2003, tutti presbiteriani.
Uno dei presunti killer, uno studente di 22 anni, è in fin di vita dopo essere caduto (o essersi buttato) da una finestra. Le forze dell’ordine hanno fermato quattro persone, ancora sotto interrogatorio: Salih Güler, Cuma Özdemir, Hamit Çeker e Abuzer Yildirim, di età compresa tra i 19 e i 20 anni. I quattro (così come lo studente in fin di vita) avevano in tasca una lettera che diceva: «Siamo cinque fratelli. Andiamo verso la morte. Forse non torneremo più», e si concludeva con la frase musulmana dei morituri: «Condona i miei debiti».
Ibrahim Dasoz, governatore della città di Malatya, ha detto che le indagini sono appena iniziate e che tutte le ipotesi rimangono aperte. «Non escludo lo scontro interno. Potrebbe non essersi trattato di un attacco. Stiamo cercando di capire. Le indagini proseguono», ha detto ai giornalisti, senza aggiungere altri particolari.
Il direttore della casa editrice, Hamza Ozant, ha ammesso che negli ultimi tempi i redattori erano stati oggetto di minacce e pressioni, e che lui aveva deciso di chiedere aiuto alla polizia. Non ha però voluto specificare chi fosse l’autore delle intimidazioni e, soprattutto, la motivazione.
Chi ha parlato decisamente più chiaro è la stampa turca, che ha raccontato di tentativi di violenze da parte dei Lupi grigi, un gruppo ultranazionalista vicino al Mhp, il Partito nazionalista, di cui faceva parte anche Ali Acga, che nel 1981 attentò alla vita di Papa Giovanni Paolo II. Il gruppo è ormai considerato contiguo agli integralisti islamici.Autorevoli quotidiani come Hurriyet hanno scritto che la casa editrice era stata minacciata perché pubblicava la Bibbia ed era stata accusata di fare proselitismo. Una «colpa» che in alcune parti della Turchia si paga con la vita.
La strage di Malatya conferma anche una triste costante. Questa città, infatti, è destinata a tornare di continuo nella storia turca, e sempre per motivazioni legate a fatti di sangue. A Malatya è nato proprio Ali Agca, e sempre da questa città veniva anche Hrant Dink.
Sul massacro è intervenuto con forza anche monsignor Luigi Padovese, vicario apostolico per l’Anatolia: «Si tratta di fanatici che continuano a essere presenti in Turchia, e che ogni tanto emergono con questi atti di violenza assurda».
Monsignor Padovese ha anche definito la situazione «difficile e pericolosa», aggiungendo che «la chiesa cristiana continua a lavorare come sempre». E monsignor Ruggero Franceschini, presidente delle Conferenza episcopale turca, non usa mezzi termini: «Sono sconcertato. Non so come definire un tale atto. È l’ennesimo attacco alla minoranza cristiana ed è la sconfitta del dialogo».

Marta Ottaviani (Il Giornale)

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