Olocausto, insegnanti inglesi scelgono di non parlarne
A riverarlo è il Teaching Emotive and Controversial History, uno studio commissionato dal ministero dell'Istruzione inglese e diffuso dai maggiori quotidiani e siti web britannici. “In certi contesti particolari -afferma il rapporto - gli insegnanti di storia sono contrari a sfidare le interpretazioni storiche altamente controverse che vengono predicate ai ragazzi all'interno delle loro famiglie, nelle loro comunità o nei luoghi di culto''.
Il documento porta come esempio una città dell'Inghilterra del nord dove alcuni insegnanti hanno deciso di eliminare dai programmi di storia per il Gcse lo studio dell'Olocausto. Tra i motivi, si legge, ''il timore di affrontare le reazioni antisemite e negazioniste degli allievi musulmani''.
Ma non è tutto. In un'altra scuola ad essere bandito è stato invece lo studio delle Crociate, sempre per non turbare la sensibilità dei musulmani ai quali, nelle moschee, viene insegnata una versione completamente diversa di quell'evento storico.
''E' un atteggiamento inammissibile'', afferma ad Ign, testata online del gruppo Adnkronos, il Presidente della comunità ebraica di Roma, Leone Paserman. ''In Gran Bretagna -spiega - dopo gli attentati del 7 luglio 2005 alla metro di Londra, si è assunto un atteggiamento di acquiescenza verso la cultura musulmana. Si crede che in questo modo si possa comprare la non belligeranza dei fondamentalisti islamici e quindi evitare atti terroristici''. A conferma di ciò Paserman ricorda la recente delibera della National Union of Journalists, il sindacato dei giornalisti britannici, che invita al boicotaggio di Israele. ''L'appello è in parte legato al rapimento di Alan Johnston, il giornalista della Bbc rapito a Gaza il 12 marzo scorso. Ma bisogna capire che questi 'stratagemmi' non pagano e non possono evitare attentati e rapimenti'', conclude Paserman.
Per Amos Luzzatto, presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, ''per non offendere i musulmani si è scelto di offendere gli ebrei''. ''Mi chiedo - dice ad Ign - se sia necessario scegliere chi offendere e se sia pedagogicamente corretto decidere di eliminare una delle verità più tragiche e drammatiche della storia dell'umanità''. ''Trovo inconcepibile decidere di abbracciare la campagna recentemente perpetrata dall'Iran, una campagna che ha unicamente uno scopo politico. Negando la Shoah - conclude - si nega la storia, si offendono i sopravvissuti, si offende la memoria delle vittime dei campi di concentramento, si offende la sofferenza di milioni di ebrei''.
Il governo di Londra ha però ribadito che lo studio dell'Olocausto nelle scuole è obbligatorio e che non è stato bandito. Una precisazione che sottolinea come quella citata dal Teaching Emotive and Controversial History sia da considerarsi un'iniziativa isolata di alcuni insegnanti. Inoltre occorre ricordare che proprio la settimana scorsa l'Unione Europea ha approvato nuove norme contro il razzismo, definendo reato la negazione di crimini contro l'umanità con un preciso riferimento appunto alla Shoah.








