venerdì, 30 marzo 2007

Ieri sera ad Anno Zero, il programma di Michele Santoro,sono andati in onda servizi che hanno illustrato,per l'ennesima volta, la realtà delle moschee italiane e della predicazione del terrorismo e della violenza che vi viene fatta (nello specifico,sono state mostrate immagini di moschee nel torinese)

Già di per sè,la cosa costituisce l'ennesima conferma che l'Islam e i suoi adepti sono un pericolo per la nostra sicurezza e la nostra libertà. Ricordiamo che gente simile a quella dei servizi in questione, non predica una deviazione del corano,ma semplicemente lo mette in pratica,come chiunque può capire leggendone una copia.

Ma in realtà lo scandalo sta altrove ; e dove? Qua: http://www.cesnur.org/2005/lastampa_02_14.htm

Si sa tutto, ma si fa troppo poco. Fin quando ci culleremo nell'illusione che non ci succederà nulla, pur ospitando serpi in seno come queste?

"Poligamia, violenza, disprezzo della donna, prediche antioccidentali, incitazione alla guerra santa. Cosa aspetta il ministro Amato per chiudere tutte quelle moschee, ormai troppe, dove il disprezzo della legge è diventata ormai la norma." Così l' On. Isabella Bertolini Vice Presidente dei deputati di Forza Italia interviene sulla trasmissione 'AnnoZero' relativa al mondo islamico presente in Italia. "Il documento trasmesso ieri dalla Rai - aggiunge - pone l'accento, una volta di più, sui pericoli di una malintesa integrazione fondata sul permissivismo e sul multiculturalismo. Il Governo Prodi, non contento, vuole modificare la legge sull'immigrazione aprendo le porte a tutti."  

 (ApCom)

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venerdì, 30 marzo 2007

 

Le studentesse islamiche all' assalto del bordello

Non avevano per niente digerito la nuova Legge di protezione della donna, così «indecentemente anti-islamica» da escludere dal reato di adulterio le vittime di stupro e limitare lo strapotere dei tribunali religiosi. Non sopportavano la presenza del vizio a pochi passi dalla loro madrassa, la più estremista tra le scuole coraniche di Islamabad, vicina alla Moschea Rossa e alla sede dei famigerati servizi d' intelligence Isi, ma anche a Bin Laden e ai talebani del nord. E così decine di studentesse e professoresse, avvolte in «burqa» neri e armate di bastoni, martedì notte sono uscite dai dormitori della Jamia Hafsa e hanno dato l' assalto al bordello di Madame Shamim. Dopo il rifiuto della signora di chiudere la casa dove - dicono fonti locali - la prostituzione era praticata da tempo, mentre la polizia assisteva prima indifferente poi allarmata allo scontro tutto al femminile tra «vizio» e «virtù», le ragazze e le insegnanti hanno deciso di portarsi via la Madame. Con figlia e nuora. E quando ieri mattina le forze dell' ordine sono finalmente intervenute, arrestando quattro insegnanti-talebane e alcune studentesse, anche due poliziotti sono stati catturati. Rapiti e portati in ostaggio proprio dentro la madrassa, insieme alle prigioniere della casa chiusa, i due poliziotti sono comunque riusciti a comunicare con l' esterno. «Non ci stanno trattando male - ha infatti detto l' agente Hamad Reza a un giornalista dell' Afp -. Ci hanno offerto del tè e permesso di tenere i cellulari». I negoziati, ha aggiunto, vanno avanti. «Speriamo in una rapida soluzione». La storia potrebbe entrare nel capitolo «strano ma vero» e lì rimanerci se non fosse il segnale della crescente «talebanizzazione» del Pakistan e dello speculare indebebolimento del suo leader, generale Pervez Musharraf, attaccato dai riformatori liberali per la sua scarsa democrazia ma anche dagli estremisti religiosi per il suo (relativo) filo-americanismo e anti-islamismo. Per restare all' episodio di ieri, definito dai media locali la «prima azione in stile talebano nella capitale», va aggiunto che alle ragazze si sono poi uniti molti maschi della stessa madrassa: centinaia se non migliaia di integralisti con tanto di armi automatiche e lo stesso grido di «Morte all' America e al peccato», «Vogliamo lo Stato islamico». Il loro leader ultraradicale Abdul Rashid Ghazi, apertamente pro-Al Qaeda e pro-Talebani e già coinvolto in un attentato terroristico del 2004 nonché nell' inchiesta sulle bombe di Londra del 2005, ha minacciato di «lanciare una jihad contro il governo» se le professoresse e le studentesse arrestate non saranno liberate. E in cambio dei poliziotti ha chiesto il rilascio di altri studenti oggi sotto custodia. La madrassa, che fu il centro della protesta anti-vignette danesi, è da tempo un problema per il governo centrale. Due mesi fa, ad esempio, le sue studentesse avevano occupato una biblioteca vicina ad alcune moschee abusive che il governo intendeva radere al suolo, per impedirne la demolizione. E le ragazze sono ancora lì, asserragliate nell' edificio. Alcune loro compagne, e compagni, compiono poi quotidiane azioni in città per far chiudere i negozi di video e musica, «satanici». «Quelli della Jamia Hafsa sono dei pazzi», ha dichiarato ieri alla Reuters un funzionario di polizia, ammettendo la difficoltà di negoziare con una simile controparte. Ma il problema non è certo limitato alla madrassa ribelle della Moschea rossa. Tra le 13.500 scuole coraniche pachistane, dove studiano milioni di bambini e giovani che non hanno accesso alle scuole normali, sono tantissime quelle dove il credo integralista viene diffuso, nonostante il governo tenti di controllarle e magari chiuderle. Nelle loro aule e moschee si sono difese fino all' ultimo le leggi «hudud» imposte da Zia Ul Haq nel 1979, le peggiori del mondo islamico nei confronti delle donne, in gran parte emendate a fine 2006 con la nuova Legge di protezione della donna. Sempre qui ha le sue roccaforti l' alleanza della destra religiosa Mma, che siede in parlamento ma vuole lo Stato islamico. E in quelle aule, in molte almeno, hanno credito voci ancora più estreme: quelle dei talebani del nord-ovest, che grazie alle recenti «tregue» firmate con Islamabad hanno potuto espandere le loro attività militari nel Waziristan e in Afghanistan, rafforzare quelle politiche e di propaganda nelle città del Pakistan. Fino ad arrivare alla capitale. * * * LA SCRITTURA CORANO E PROSTITUZIONE Nel Corano non ci sono divieti espliciti della prostituzione. Ma poiché ogni atto sessuale al di fuori dal matrimonio è ritenuto «adulterio», e punibile come tale, il sesso a pagamento è ovviamente vietato

Zecchinelli Cecilia (Corriere.it)

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martedì, 27 marzo 2007

Islamizzazione silenziosa: la nuova paura della Germania

 

 La berlinese Porta di Brandeburgo, simbolo della storia tedesca, è sovrastata da una luminosa mezzaluna musulmana: «Mecca Germania, la silenziosa islamizzazione». A lanciare l’allarme in copertina non è la conservatrice die Welt o la tradizionale Frankfurter Allgemeine. A parlare di slittamento «strisciante» verso valori estranei alla società tedesca è l’organo ufficiale del giornalismo liberal, il settimanale amburghese Der Spiegel, bibbia della Germania che conta, più o meno un milione di copie alla settimana. E nel numero apparso ieri in edicola il titolo delle pagine interne è, se possibile, ancora più allarmante: «Ma qui è già in vigore la sharia?». (Sempre più moschee e meno chiese/di Salvo Mazzolini: leggi).

Il quesito che appassiona i giornalisti del settimanale è semplice: fino a che punto lo stato di diritto può e deve piegarsi alle richieste dei gruppi di immigrati, anche se queste fanno a pugni con i principi fondamentali di cultura e diritto occidentali? E fino a che punto può farlo senza danneggiare chi, tra quegli immigrati cerca l’integrazione, favorendo invece i fondamentalisti? A segnare le contraddizioni più profonde tra identità culturali sono state, dice il settimanale, molte decisioni della magistratura, spesso inadeguata ad affrontare la complessità della situazione. L’ultima sentenza, che ha suscitato una sorta di sollevazione dell’opinione pubblica, è anche tra le più clamorose: riguarda una donna, 26 anni e madre di due bambini, quotidianamente maltrattata e picchiata dal marito, un marocchino. Nonostante le premesse il giudice incaricato del caso ha rifiutato la richiesta di divorzio immediato presentata dalla donna, anche se l'uomo l'aveva addirittura minacciata di morte. Il motivo? Il giudice l’ha spiegato così: «Nel Corano, alla Sura quarta verso 34, è previsto che l'uomo possa punire la moglie». Un riferimento spiegato con il fatto che la coppia si era sposata con rito islamico.

Il caso è estremo ma fa seguito a una serie di sentenze degne di una giurisprudenza da Paese del Maghreb. Già dal 2002 un magistrato aveva stabilito che i dipendenti musulmani possano fermarsi a pregare in orario di lavoro (sia pure in accordo con l’azienda). Nello stesso anno un altro tribunale stabilì la legittimità del rito di macellazione islamico (in deroga alle rigidissime norme previste dalla legge tedesca). Una battaglia durissima durata 15 anni è stata quella sulle preghiere dei muezzin. Nel 1992 la Corte costituzionale stabilì un principio: i centri di preghiera islamici hanno il diritto di diffondere con gli altoparlanti le loro preghiere. Per le rituali cinque volte al giorno e a partire dal levar del sole. Qualche anno fa una cittadina dell’Assia, Dillenburg, cercò di proteggere il sonno degli abitanti ricorrendo a un cavillo: il disturbo potenziale alla sicurezza della circolazione creato dal rumore. Il tribunale amministrativo bocciò anche questo tentativo. In nome del principio di uguaglianza chi vuole far tacere i muezzin dai minareti deve emettere un’ordinanza che zittisca anche campane e campanili. Commento di Der Spiegel: «Evidentemente da queste parti il principio di uguaglianza vale anche per quelli che con l’uguaglianza non vogliono avere nulla a che fare». Un altro caso famoso riguarda una polemica tra un Imam estremista di origine turca, Yaukub Tasci e la Zdf, il secondo canale della tv. Quest’ultima fu condannata e obbligata a togliere dal suo sito la definizione di «predicatore d’odio» usata per Tasci. Al processo fu dimostrato che durante le sue prediche l’Imam definiva i tedeschi «schifosi infedeli». Nessun provvedimento, anche minimo, fu preso contro di lui. Tutte sentenze emesse nel nome del rispetto delle differenze culturali. Che coinvolgono spesso anche minorenni. Abbastanza comuni sono, per esempio, i ricorsi delle famiglie islamiche contro la partecipazione delle figlie a lezioni di ginnastica (o, peggio, di nuoto) e a gite scolastiche.Di solito i ricorsi vengono accettati e le ragazze esentate, a meno che le lezioni e le gite non vengano effettuate a sessi rigorosamente separati. Il risultato, secondo le organizzazioni che si occupano di uguaglianza tra uomo e donna, è che sempre meno ragazze di religione islamica partecipano alle attività sportive o alle attività comuni delle classi. Un problema ancora da poco, sottolinea Der Spiegel, di fronte a una decisione del ministero della Sicurezza sociale che dal 2004 ha di fatto riconosciuto la poligamia in Germania. Le prestazioni del servizio sanitario, ha chiarito a suo tempo il ministero, si estendono a tutte le mogli del lavoratore che paga i contributi. L’unica condizione è che a riconoscere il diritto a più mogli sia il Paese (islamico) di provenienza.

Angelo Allegri (Il Giornale)

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venerdì, 23 marzo 2007

Insegnante cristiana uccisa da studenti musulmani in Nigeria

Gli studenti musulmani di una scuola secondaria della Nigeria nordorientale hanno percosso a morte una loro insegnante cristiana accusandola di aver profanato il corano. Lo hanno detto la polizia e alcuni testimoni.

L'insegnante, Oluwatoyin Olusase, sorvegliava gli studenti durante un esame di Nozioni di religione islamica che si teneva nella scuola, nello Stato di Gombe, quando è avvenuto l'incidente. Gli studenti l'hanno attaccata all'esterno della scuola al termine degli esami e l'hanno linciata.

Non è chiaro che cosa esattamente abbia fatto l'insegnante per scatenare la furia dei ragazzi. La polizia ha confermato l'episodio e ha detto che solo il suo intervento ha evitato che esso si trasformasse in una sommossa.

"Abbiamo ricevuto un rapporto secondo il quale un'insegnante è stata linciata dai suoi studenti, e stiamo indagando", ha detto il commissario di polizia dello Stato di Gombe, Joseph Ibi.

Nel febbraio 2006 almeno cinque persone sono state uccise e diverse chiese sono state bruciate nel vicino Stato di Bauchi da folle di musulmani infuriati per il fatto che un insegnante cristiano di una scuola secondaria aveva cercato di confiscare una copia del corano a uno studente che lo stava leggendo durante la lezione. L'episodio venne ingigantito e circolò la voce che l'insegnante avesse profanato il libro sacro dell'islam, scatenando la rivolta dei musulmani.
 

( http://kattolikamente.splinder.com/post/11469668#more-11469668 )

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giovedì, 22 marzo 2007

Tv Hamas: intervista ai figli della kamikaze
La donna kamikaze palestinese che si è fatta saltare per aria nel 2004 al posto di confine tra Gaza e Israele

La tv palestinese Al Aqsa, vicina alle posizioni di Hamas,
ha diffuso l’intervista ai due figli di Rim Al Riyashi, una donna kamikaze palestinese che si è fatta saltare per aria nel 2004 al posto di confine tra Gaza e Israele. Cinque le vittime dell’attentato. Nel servizio televisivo i bambini Dohah e Mohammed sono invitati da un giornalista a recitare poesie che inneggiano al martirio, definiscono la loro mamma «una bomba di fuoco». I piccoli sorridono, ovviamente non si rendono conto del significato delle parole, sembra che giochino.

 (Corriere della Sera )

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mercoledì, 21 marzo 2007

I Cattolici tedeschi raccolgono fondi per costruire nuove moschee

http://www.expatica.com/actual/article.asp?subchannel_id=26&story_id=37774

La Germania - come l'Italia, del resto -  si sta suicidando. Date almeno una scorsa all'ottimo saggio di Peter Hahne "La festa è finita"( qua trovate la recensione: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=122691). Non fatevi fregare dai ragionamenti e dalle bubbole del politicamente corretto:incazzatevi.

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mercoledì, 21 marzo 2007

In Gran Bretagna i presidi potranno vietare l'uso del velo nelle scuole

D’ora in poi i presidi britannici potranno vietare l’uso del velo islamico in classe. È già nuova polemica in Inghilterra per la circolare governativa che concede ai presidi la facoltà di decidere sui codici di vestiario degli alunni, compresi quelli che hanno significato religioso come il niqab, il velo che copre interamente il viso delle ragazze musulmane. La direttiva, di cui ieri la Bbc ha anticipato alcuni contenuti, si era resa necessaria in seguito a una vicenda accaduta lo scorso febbraio. Una ragazzina islamica di dodici anni si era vista rigettare dall’Alta Corte la richiesta di annullamento della decisione presa dalla preside della sua scuola, nel Buckinghamshire, che le aveva proibito di indossare a scuola il velo. Allora il governo si era impegnato a riesaminare la questione, sottolineando che i costumi religiosi vanno rispettati, ma questo non deve impedire una relazione chiara e diretta tra allievi e insegnanti.
Secondo quanto anticipato ieri sul sito online della Bbc, nella circolare del governo verrà dunque chiarito che «se il volto dello scolaro è coperto, il docente potrebbe non essere in grado di giudicare la sua reale partecipazione alle lezioni o assicurare il coinvolgimento in dibattiti e altre attività». Sarà quindi facoltà delle singole autorità scolastiche scegliere quale sia la soluzione migliore. Le rappresentanze dei presidi hanno espresso una generale soddisfazione di fronte alla decisione del governo, definendola portatrice di chiarezza e garanzia per tutte le scuole, soprattutto dopo le polemiche fattesi sempre più aspre negli ultimi anni sull’abbigliamento religioso.
Divisa a metà invece la comunità islamica inglese. Per alcuni rappresentanti musulmani la decisione è assolutamente inaccettabile. «Si tratta di una direttiva scioccante – ha dichiarato ieri alla Bbc Massoud Shadjareh, presidente della commissione islamica per i diritti umani –. I vari ministri che hanno affrontato la questione educativa hanno completamente fallito nel dare delle direttive opportune dal punto di vista di quanto richiesto dalla commissione. Ora diffondere una circolare “contro” la comunità islamica è semplicemente scioccante».
Più conciliante il giudizio del portavoce del Muslim Council of Britain’s, l’organismo che rappresenta la maggioranza dei musulmani inglesi. Secondo Tahir Alam quanto deciso alla fine non altera di molto l’attuale situazione. «La maggior parte delle scuole – ha spiegato ieri – è in grado di risolvere questo problema a livello locale». Infine c’è stato anche chi ha accolto favorevolmente la presa di posizione governativa. «Quando nascondi il viso non solo disumanizzi la persona – ha spiegato il dottor Tag Hargey del Muslim Education Centre – ma crei una barriera comunicativa tra le persone e le varie comunità. Personalmente ritengo che prima ci disfiamo di questo velo, di questa maschera, meglio sarà».
Di parere diametralmente opposto Ayshah Ishmael, insegnante in una scuola femminile musulmana di Preston. In classe insegna a volto scoperto, ma fuori indossa regolarmente il niqab. Secondo la donna il velo promuove perfino una sorta di eguaglianza. «Quando lo porti – ha spiegato – vieni giudicata per chi sei e non per che cosa sei».
Va detto ad ogni modo che la circolare del governo non detta una regola assoluta riguardo al codice di vestiario scolastico. Non dà consigli né suggerimenti in merito a che cosa ammettere e a che cosa vietare. Per la prima volta però, concede ai singoli presidi la facoltà di decidere su una questione che troppe volte è stata strumentalizzata o trascinata nelle aule dei tribunali.

Erica Orsini (Il Giornale)

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martedì, 20 marzo 2007

Scuola cristiana rasa al suolo da decine di musulmani urlanti in Indonesia:

http://www.adnki.com/index_2Level_English.php?cat=Security&loid=8.0.397045922&par=0

 

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martedì, 20 marzo 2007

Mentre da noi politici,preti e associazioni umanitarie danno man forte alle comunità islamiche nella costruzione di sontuose e invasive moschee ormai in tutta Italia (unendo il denaro pubblico a quello proveniente dalle fonti sospette e mai chiarite dell'autofinanziamento islamico), ecco come gioielli di storia ed arte sono trattati nel mondo musulmano; e non in Afghanistan o in Sudan, ma nella vicina Cipro, nella sua parte turca. Quella Turchia che qualcuno vorrebbe membro della UE. Uno scempio ignobile, che rivela i sentimenti dei nostri "amati vicini". E' questa la fine che volete anche per i capolavori dell'arte italiana? Riflettete.

http://aconservativemind.blogspot.com/2006/11/lislam-e-le-chiese-cristiane-dossier.html

prima:

dopo:

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domenica, 18 marzo 2007

 

Arrestato in Brasile l'ex terrorista Cesare Battisti

Brasilia, 18 mar. (Adnkronos/Ign) - E' stato stato arrestato in Brasile l'ex terrorista dei Proletari Armati per il Comunismo,
Cesare Battisti, evaso dagli arresti domiciliari a Parigi nell'estate del 2004.

Battisti, 52 anni, è stato catturato in un hotel di Copacabana verso le 8, ora locale, in presenza di alcuni agenti della polizia giudiziaria francese, le cui informazioni trasmesse alle autorità locali si sono rivelate decisive per l'arresto. Secondo quanto riferiscono fonti giudiziarie francesi, aveva trovato rifugio a Rio de Janeiro.

L'ufficio della direzione della polizia giudiziaria, incaricato delle ricerche dei latitanti, aveva posto sotto stretta sorveglianza diverse persone in Francia, sospettate di essere in contatto con lui. Da un mese l'unità di polizia francese aveva appreso di contatti tra lui e una rappresentante del suo comitato di sostegno, che avrebbe dovuto consegnargli del denaro. La polizia brasiliana e italiana sono state informate dalla polizia giudiziaria francese del possibile incontro tra i due.

Ad annunciare in esclusiva la notizia della cattura di Battisti è stato il quotidiano 'Le Figaro'. Secondo l'esclusiva, la donna, di cui la polizia francese conosceva soltanto il nome di battesimo, è finita in manette insieme a Battisti, durante il loro incontro nell'hotel di Copacabana. I brasiliani sono riusciti a identificare l'intermediaria, sulla base del nome di battesimo, passando al setaccio le liste passeggeri di tutti i voli a destinazione Rio de Janeiro.

Secondo fonti giudiziarie francesi all'Adnkronos ''Battisti dovrebbe essere estradato dal Brasile in Italia''. Le stesse fonti precisano che l'ex leader dei Pac quando venne arrestato in Francia nel 2004 finì in manette ''su richiesta dell'Italia''. Della cattura è stato informato il pool antiterrorismo della Procura di Roma.

Il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, si è congratulato per la brillante operazione condotta dalle forze dell'ordine italiane in cooperazione con le autorità brasiliane e francesi, auspicando che le procedure di estradizione possano condurre a breve al rientro in Italia dell'ex leader dei Pac.

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